Finanza
Ecomostro, indagine complessa
Voci su un avviso di garanzia al sindaco Biagi ma poi il procuratore De Leo chiarisce: solo un equivoco
SAN VINCENZO. Mentre proseguono le indagini sull’ecomostro, la palazzina di cemento sulle dune del bosco dell’hotel “I Lecci”, i cui lavori sono interrotti da un anno, ieri è circolata in Procura la voce che per questa vicenda il nome del sindaco Michele Biagi fosse stato iscritto nel registro degli indagati .
E’ stato poi il procuratore della repubblica Francesco De Leo, a precisare a fine mattinata che si era trattato di un equivoco.
Poco prima della precisazione del procuratore, raggiunto telefonicamente il sindaco Biagi aveva mostrato tranquillità, pur sorprendendosi certo che il suo nome possa essere accostato all’indagine della Forestale: «Guardi, lo dico dall’inizio, in questa storia la politica non c’entra – afferma il sindaco – ma comunque la magistratura faccia pure tutte le sue verifiche, non ci sono problemi».
Sulla vicenda della palazzina ai Lecci si indaga ancora, questo è certo, ma è facile immaginarsi tempi molto lunghi per la chiusura dell’inchiesta.
La Forestale infatti ha sequestrato un’ingentissima quantità di materiale legato alle autorizzazioni, la cui verifica richiederà un grande impegno.
Il caso dell’ecomostro dei Lecci, su cui pende un’ordinanza di demolizione da parte del Comune, era stato aperto la scorsa scorsa da una durissima polemica innescata dal professor Salvatore Settis, ex direttore della Normale di Pisa: nella zona dove era iniziata la costruzione della palazzina era stato consentito un ampliamento di 700 metri cubi per realizzare un edificio a servizio del personale dell’hotel, ma dopo le prime polemiche e l’arrivo della Forestale era stato verificato che l’ampliamento era tre volte quello previsto della concessione.
Così si era arrivati all’ordinanza di sospensione dei lavori e poi da un’altra che prevedeva la demolizione dell’opera oltre al ripristino della situazione preesistente.
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