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Immobili fantasma: 120 in Val di Cornia, ma il boom è all’Elba
L’elenco degli ex immobili fantasma è pubblicato sull’albo pretorio dei Comuni nei quali si trova. Solo a Capoliveri se ne contano 182
Diverse decine dei cosiddetti “immobili fantasma” sono ora edifici o terreni reali. Da ieri, e fino a 2 luglio prossimo, sono pubblicati all’albo pretorio dei vari Comuni gli elementi per la notifica della attribuzione di rendita presunta ai fabbricati mai dichiarati al catasto. Immobili che, dunque, sono finora sfuggiti alla contribuzione fiscale.
L’Agenzia del territorio ha avviato da alcuni anni una verifica a tappeto alla ricerca appunto degli immobili fantasma, anche utilizzando foto aeree. Più volte - ricorda una nota dell’Agenzia - i titolari di immobili mai dichiarati al catasto sono stati invitati ad aggiornare le loro posizioni.
Poi, per coloro che hanno continuato ad essere inadempienti, l’Agenzia del territorio ha proceduto all’attribuzione di una rendita presunta a questi immobili; rendita sulla base della quale, come si sa, vengono ad esempio calcolate imposte come l’Ici o la prossima Imu.
Dalla consultazione degli albi pretori on line, in Val di Cornia in questa fase sono 120 gli ex immobili fantasma portati d’ufficio a catasto dall’Agenzia del territorio: 49 a Piombino, 61 a Suvereto, 5 a Campiglia e altrettanti a San Vincenzo. Va peggio all’Elba, dove non tutti i Comuni hanno pubblicato le liste, ma si contano già 82 immobili fantasma a Portoferraio, 41 a Rio Marina, 30 a Porto Azzurro, 147 a Campo nell’Elba e ben 182 a Capoliveri.
Fra i titolari di immobili finora mai dichiarati al catasto figurano diversi privati cittadini, ma anche Comuni, enti come le Ferrovie o l’Autorità portuale, aziende, società e associazioni
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