Sicurezza
Lucchini vende l’impianto di Bari e inizia a pagare le ditte
Intanto l’altoforno si ferma fino a domani per il ritardo dell’arrivo di navi cariche di materie prime
Passo avanti nell’attuazione del piano di ristrutturazione del debito. La Lucchini ha formalizzato la cessione definitiva degli impianti baresi e iniziato il pagamento di banche e fornitori secondo la tabella di marcia fissata dal tribunale di Milano.
Ieri, intanto, l’altoforno si è fermato di nuovo. «Cause tecniche», secondo fonti aziendali, che nella pratica corrispondono al mancato arrivo di materie prime. Dopo lo stop della scorsa settimana dovuto agli stessi motivi riconducibili alle difficoltà di pagamento, l’impianto ha cessato la produzione nella notte tra lunedì e martedì. La riattivazione è prevista per domani alle 12.
Nella giornata di oggi, infatti, dovrebbero raggiungere il porto due navi con un carico complessivo di 90 mila tonnellate di minerale di ferro.
Ad acquistare la Bfm (Bari fonderie meridionali), piccole dimensioni ma in buona salute, è stata la Strojirna AS, società ceka specializzata nella progettazione e produzione di scambi ferroviari, con un fatturato annuo di circa 45 milioni di euro. Bfm, ex Breda fucine Meridionali, è operativa da mezzo secolo ed è il principale produttore italiano di materiale fisso da armamento ferroviario. Il fatturato e' intorno ai 15 milioni di euro ed ha circa 100 dipendenti. La sua cessione si inquadra all’interno delle previsioni fissate per il risanamento.
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