Sicurezza
Infermiere oggi, si lavora subito
Avere un figlio infermiere è oggi, per i genitori, una sicurezza professionale, un percorso accelerato e qualificato nel mondo del lavoro. I dati lo confermano: ad un anno dalla laurea triennale
Avere un figlio infermiere è oggi, per i genitori, una sicurezza professionale, un percorso accelerato e qualificato nel mondo del lavoro. I dati lo confermano: ad un anno dalla laurea triennale in scienze infermieristiche, il 93% trova infatti un’occupazione.
È quanto emerso dal XVI congresso nazionale della Federazione Ipasvi (Infermieri professionali, assistenti sanitarie, vigilatrici d’Infanzia), svoltosi a Bologna. Al contrario, le ragioni indicate da coloro che sconsigliano tale scelta sono la durezza del lavoro e, soprattutto, l’inadeguatezza del reddito: il 71% degli italiani ritiene in particolare che gli infermieri guadagnino poco.
Tuttavia, un’uguale percentuale pensa che la professione sia destinata ad avere maggiore riconoscimento in termini di stipendi, stato sociale e percorsi di carriera.
«Dati che non sorprendono – commenta la presidente della Federazione Ipasvi, Annalisa Silvestro – perché da sempre gli infermieri sono coloro che si trovano più vicini ai pazienti ed alle loro famiglie. Quello che però offre maggiore soddisfazione è che, dall’indagine di settore, emerge la sempre maggiore consapevolezza, nell’opinione pubblica, del ruolo che gli infermieri rivendicano nel contesto del sistema sanitario nazionale».
Elemento innovativo è la sinergia fra medici di famiglia, infermieri dei servizi territoriali ed altri professionisti sanitari, che prendono in carico i pazienti cronici. Un lavoro organizzato in moduli di 7-8 medici di famiglia e due infermieri per diecimila assistiti, verso l’adozione di pratiche educative ed assistenziali, in grado d’intercettare il bisogno di salute prima dell’insorgenza della malattia o del suo aggravarsi: elementi cardine sono l’attenzione ai fattori di rischio, l’educazione ai corretti stili di vita, al giusto regime terapeutico ed ai controlli periodici.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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