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A Campiglia nascono più bimbi

A Campiglia nascono più bimbi

Garantito il ricambio generazionale anche grazie agli immigrati

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CAMPIGLIA. Nonostante l’imponente crisi economica di questi ultimi tempi, il desiderio di allargare la famiglia resta una costante nel Comune di Campiglia. I dati Istat in merito parlano chiaro: i bambini nati negli ultimi tre anni sono molti, ma soprattutto non ci sono stati cali drastici come invece è avvenuto in altre realtà.

Negli ultimi tre anni, a partire dal 2009, le nascite sono state sufficienti a favorire quello che tecnicamente viene chiamato ricambio generazionale. Nel 2011 sono nati infatti 114 bambini (45 maschi e 69 femmine), sette in più rispetto al 2010 e 4 in più rispetto al 2009.

Ovviamente si tratta di bambini nati da genitori residenti nel comune, ossia figli di coppie italiane e straniere. Sono infatti molte le famiglie immigrate, provenienti da Cina, Marocco e Romania, che hanno scelto la Toscana e in particolar modo la Val di Cornia, contribuendo dunque a un maggior numero di nascite e ostacolando il dilagante fenomeno delle culle vuote. Altro dato importante riguarda l’età delle neo-mamme che supera abbondantemente i 30 anni.

Se qualche anno fa partorire in età avanzata era visto come un’incognita o come un passo azzardato, oggi si tratta di un evento piuttosto ricorrente. Sono molte le donne che decidono di avere un figlio, non necessariamente per la prima volta, intorno ai quarant’anni.

Vuoi la mancanza di una stabilità economica, vuoi l’università e la vita in carriera, l’età per diventare mamma si è notevolmente alzata. Inoltre le nuove tecniche ecografiche e i maggiori esami garantiscono una gravidanza più sicura, incoraggiando anche coppie non più giovanissime. Insomma Campiglia non può certo definirsi un comune a rischio calo demografico. Carrozzine e donne in abiti premaman sono infatti una piacevole costante soprattutto in queste giornate primaverili. Senza contare che molte famiglie cinesi, residenti in zona, hanno dichiarato di aver scelto il 2012 per avere un figlio, ovvero l’anno del dragone, simbolo di buon auspicio.(f.z.

©RIPRODUZIONE RISERVATA)

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