Sicurezza
Minoranze compatte rilanciano al mittente le accuse del sindaco
«Anselmi assente durante l’esame di Imu e Irpef, poi fa la paternale perchè abbiamo abbandonato l’aula»
PIOMBINO. Avevano lasciato la sala consiliare in segno di protesta prima della discussione del bilancio. Il sindaco li aveva attaccati. All’indomani Luigi Coppola (Udc), Torrino Checcoli (Prc), Giampiero Amerini (Fli) Federico Pazzaglia (Pdl) e Riccardo Gelichi (Gruppo Misto) replicano definendo «irricevibili» le critiche ricevute per un’azione con cui hanno voluto esprimere dissenso per i ripetitivi atteggiamenti «ostracistici della maggioranza, mai disponibile a recedere dalle proprie rigidissime e precostituite posizioni».
Le opposizioni, lo ricordiamo, avevano richiesto nella Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari di inserire la delibera sul bilancio nella seduta del 3 aprile, già convocata, in modo da discutere quelle su Imu, Irpef e piano triennale delle opere pubbliche nel consiglio di venerdì. La proposta, secondo le forze poltiche di minoranza, aveva l’intento di lasciare ampio spazio alla discussione su atti rilevanti, da non archiviare in poco tempo. La richiesta delle minoranze è stata respinta «come quasi sempre accade» e tutto è confluito nella stessa seduta. Alle 18,40, dopo una giornata intera trascorsa in sala consiliare, le opposizioni c’hanno riprovato, in modo da evitare di risolvere una questione così importante in modo veloce ed approssimativo.
La maggioranza ed in particolare il Pd, attraverso Valerio Fabiani, «invece di ricercare un minimo di intesa ed eventualmente anche richiamando tutti ad uno sforzo comune per continuare la seduta, ha preferito perentoriamente impartirci un’inaccettabile lezione di stile che rimandiamo al mittente. Peraltro è bene sottolineare che fra i gruppi di maggioranza e fra gli assessori le defezioni sono una costante oramai consolidata, tranne in qualche particolare occasione od “evento”».
I rappresentanti di Rifondazione, Udc, Fli, Pdl e Gruppo misto affermano che Anselmi stesso, nella medesima circostanza, «è stato pressoché assente per tutta la discussione delle delibere precedenti, mentre parlavamo di Imu, Irpef e piano triennale delle opere pubbliche, tranne poi dopo circa un’ora di presentazione e di dibattito del bilancio, permettersi di farci a chiusura della seduta una paternale. In tutta questa vicenda, a fronte anche di riflessioni sulla complessità della materia, sull’esiguità degli strumenti a disposizione dei gruppi di minoranza rispetto alla maggioranza e soprattutto della reazione del sindaco e del Partito democratico, ci sorge qualche maliziosa perplessità e ci ritorna in mente una famosa frase del secolo scorso: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”».
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