Proteste
Arrestato operaio con 20 chili di droga
Le indagini sullo spaccio locale fanno emergere un traffico colossale: l’hashish sequestrato vale almeno 200mila euro
PIOMBINO. Quando gli agenti hanno aperto la porta dello stanzino annesso alla casa di Domenico Amoruso, 44 anni, operaio e in quel momento presunto piccolo spacciatore, non hanno creduto ai propri occhi: in una scatola nemmeno troppo ben nascosta c’erano 20 chili di hashish, impacchettati nel cellophane e divisi in 19 “mattoncini”.
Del resto è stato proprio lui che ieri mattina, dopo la perquisizione (andata a vuoto) nel casotto della ditta dove lavora all’interno della Lucchini, e aver ricevuto la successiva visita a case degli uomini dell’anticrimine, ormai rassegnato ha accompagnato i poliziotti nello stanzino.
Un colpo di scena anche per gli agenti del commissariato di via Ferrer, che al termine di una rapida indagine «vecchia maniera», come l’ha definita ieri mattina in una conferenza stampa il vicequestore Alberto Tricoli, ossia niente intercettazioni ma semplicemente osservazione e pedinamenti, si erano convinti di aver a che fare con un pesce piccolo nel mercato locale della droga.
Amoruso ha solo piccoli e datati precedenti di polizia, è una persona normale che mai ha avuto problemi nel suo ambiente di lavoro, e certo non ha il profilo di un trafficante di questa portata: 20 chili di hashish infatti hanno un valore di base intorno ai 200mila euro, che col taglio e la vendita al minuto può anche raddoppiare.
Elementi che rendono l’indagine praticamente all’inizio, tanto che Tricoli ha descritto ai giornalisti in maniera scarna l’operazione, spiegando appunto che «c’è ancora da lavorare».
La vicenda dal punto di vista investigativo aveva preso il via da un paio di settimane. In via Ferrer erano arrivate delle segnalazioni di cittadini che avevano notato movimenti strani in una strada del centro. Ragazzi che arrivavano uno alla volta, poi qualcuno andava via e poco dopo tornava. Comportamenti tipici di chi va in cerca di droga.
Da lì è iniziata l’indagine, col meticoloso lavoro di osservazione di poliziotti in borghese, che in un’occasione sono riusciti a vedere anche che chi tornava consegnava qualcosa agli altri: così gli agenti hanno fermato un paio di quei ragazzi.
Addosso avevano qualche grammo di hashish, evidentemente appena acquistato. Ancora indagini e appostamenti, un altro piccolo sequestro di hashish finché emerge il nome dell’operaio piombinese come possibile gestore del traffico.
Gli agenti si persuadono che Amoruso possa essere uno spacciatore, così da chiedere al pubblico ministero Paola Rizzo l’autorizzazione a effettuare la perquisizione sul posto di lavoro e a casa. Dove appunto sono saltati fuori i 20 chili di droga, il più importante quantitativo di stupefacente sequestrato in città negli ultimi 20 anni.
L’operaio è stato arrestato e trasferito al carcere livornese delle Sughere in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
Intanto, mentre la polizia per ovvie ragioni legate alle indagini non fornisce dettagli, si possono solo fare delle ipotesi: se infatti il centro dell’inchiesta è Amoruso, resta da capire come un operaio fosse in grado di maneggiare quantitativi di questo genere e soprattutto di questo valore e come sia possibile che al di là di episodi di scarso rilievo risalenti a molti anni fa, un uomo dalla vita normale possa essersi trasformato in uno spacciatore di questo livello.
Un carico del genere infatti presuppone la capacità non solo di trovare la droga, ma anche di rivenderla, con ogni probabilità in gran parte fuori dalla Val di Cornia.
E poi a casa aveva “solo” quei diciannove pacchi di droga ancora incartati, nessun pezzo tagliato o confezionato in quantitativi più piccoli. Ma nemmeno sono state trovate bilancine o materiale usato di solito per il taglio dello stupefacente.
Forse allora l’uomo potrebbe aver avuto un altro ruolo, magari nel trasporto e nella custodia della droga, in attesa che qualcun altro si riprendesse il carico, tutto o in parte, per piazzarlo da un’altra parte.
Domande a cui cercherà di rispondere la polizia che intanto, grazie al lavoro della squadra anticrimine, incassa uno storico risultato.
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