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Al Serendipity restano gazebo e musica serale

Al Serendipity restano gazebo e musica serale

Il gazebo e la musica serale rimangono. La Serendipity srl ha avuto ragione, ed il Comune ha revocato un paio di giorni fa, il provvedimento che prevedeva la rimozione del gazebo di via Sicilia e la...

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Il gazebo e la musica serale rimangono. La Serendipity srl ha avuto ragione, ed il Comune ha revocato un paio di giorni fa, il provvedimento che prevedeva la rimozione del gazebo di via Sicilia e la cessazione dell’attività di intrattenimento musicale del venerdì. E’ quanto ha deciso l’ente sanvincenzino dopo il ricorso contro il provvedimento comunale che la società aveva presentato al Tar, il cui giudice ha ritenuto di accogliere. Tutto era iniziato il 2 novembre 2010, allorché l’amministrazione comunale stabilì che la concessione rilasciata l’11 maggio 2009 alla Società per l’occupazione permanente di 38,50 mq di suolo pubblico su via Sicilia, al fine di installarvi un gazebo, non era più rinnovabile perché, a detta del Comune, la richiesta di proroga era stata presentata tardivamente. Il 17 febbraio 2011, la giunta ritenne di esprimere definitivo parere negativo all’istanza di rinnovo della concessione di suolo pubblico, adducendo come motivazioni il percorso previsto dal piano strutturale per la riqualificazione del centro urbano e le strategie di riqualificazione del paese a partire dagli spazi pubblici e dai suoi edifici. Il 31 gennaio, il 13 febbraio e il 19 febbraio 2011 i carabinieri locali avrebbero rilevato che presso il bar ristorante, ogni venerdì, veniva svolta l’attività di intrattenimento pubblico «con musica e danze – sostiene il Comune nel documento relativo – e anche con Dj e cantante», un’attività ritenuta dall’ente pubblico assimilabile a discoteca, con situazioni potenzialmente pregiudizievoli per la sicurezza e la quiete pubblica. Il 28 marzo 2011, il Comune ordinò la rimozione del gazebo e la cessazione dell’attività di intrattenimento pubblico, che secondo il Comune sarebbe stata esercitata abusivamente. Ma la proprietà presentò, il 5 maggio 2011, ricorso al Tar avverso il provvedimento comunale richiedendo l’annullamento dell’atto.(p.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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