San Vincenzo, dieci anni fa moriva Loriano Mencarelli
SAN VINCENZO. Le sigarette, il vino, il buon cibo. L’amore per la famiglia, gli scherzi, San Vincenzo e la nativa San Carlo. Loriano Mencarelli, ex sindaco Pci, uno dei sindaci più amati dai...
SAN VINCENZO. Le sigarette, il vino, il buon cibo. L’amore per la famiglia, gli scherzi, San Vincenzo e la nativa San Carlo. Loriano Mencarelli, ex sindaco Pci, uno dei sindaci più amati dai sanvincenzini, scomparve il 31 marzo di 10 anni fa, a soli 58 anni. Qualcuno lo definiva “burbero” – forse per la gran barba, la mole e il vocione stentoreo – ma al figlio Diego (assessore alla cultura del Comune di San Vincenzo dal 2004 al 2009) viene da ridere: «Mio padre burbero? Era l’uomo più giocherellone e tranquillo che abbia conosciuto».
Loriano Mencarelli è stato sindaco dal 1983 al 1990, quando fu costretto a dimettersi a causa di un infarto, e fu rimpiazzato da Carlo Alberto Roventini. Negli ultimi anni della sua vita scrisse un libro di memorie, tuttora inedito e custodito gelosamente dalla famiglia. Nelle sue memorie ricorda i compagni di scherzi, a loro volta spesso sue vittime, tra cui Piero Biagi (il padre dell’attuale sindaco Michele) ed Ilio Barbieri (scrittore di talento e funzionario della biblioteca comunale).
Loriano, operaio Dalmine, nel ’66 si ammala di tubercolosi ed è costretto a due anni di sanatorio a Grosseto. Lì incontra il comunista Amarugi, con il quale inizia letture e discussioni che lo appassionano alla politica. Nel ’68 diventa consigliere comunale per il Pci, nonostante il padre, anticomunista, non ne condivida le scelte. Nello stesso anno si sposa con Tania. Entra a lavorare nella segreteria dell’Itc Einaudi di Piombino, e vi presta servizio fino alla sua elezione nel 1983 e dal ‘90 fino alla pensione.
Quando il figlio Diego ricorda il padre, parla della sorta di missione che sentiva di avere ricevuto dalla gente e di quanto credesse in ciò che faceva. «Mio padre – conclude Diego – è tra noi. Troppe cose abbiamo ancora da raccontare di lui e, quando la famiglia si riunisce, i suoi pensieri e valori fanno sempre parte delle nostre conversazioni. Questo ci infonde serenità e forza per affrontare il vuoto che ci ha lasciato».
Paolo Federighi
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