«Non possiamo accettare questa stangata sull’Imu»
Peria pronto a mettere pressione sull’agenzia del territorio sul nodo delle rendite e lancia messaggi agli altri sindaci: «Il problema non è solo di Portoferraio»
PORTOFERRAIO. «Questa stangata rischia di ammazzare l’isola, non possiamo restare in silenzio». Il sindaco di Portoferraio Roberto Peria non ha intenzione di accettare senza reagire le bizze del catasto che, per vari difetti di aggiornamento degli estimi in tutta Italia, fa in modo che a Portoferraio si debba pagare, a parità di alquota, poco meno che a Venezia sulle seconde case. E comunque molto di più rispetto a città come Firenze, Siena, Pisa e Livorno. Quasi dieci volte di più rispetto a Lucca. «Non è giusto che l’Elba si trovi nelle condizioni di pagare sulla propria pelle una sperequazione di tale portata, dovuta al fatto che in altre zone d’Italia non si è provveduto ad aggiornare le rendite catastali in modo adeguato – racconta Peria – qualcuno mi deve spiegare perché a Lucca si ipotizza un Imu sulle seconde case di 194 euro, quando a Portoferraio si raggiungerebbe una quota di 1.500 euro. Non vogliamo che questa bomba esploda nelle mani delle nostre famiglie e delle nostre attività produttive, per questo abbiamo voluto rendere pubblico il nostro malcontento».
È intenzione del sindaco avviare i contatti con l’agenzia del territorio, affinché si trovino nuove soluzioni basate su valori meno penalizzanti per i comuni elbani. «Ho gettato il sasso in uno stagno – commenta il sindaco Peria – ora auspico che qualcuno, compresi i miei colleghi, voglia raccoglierlo. I cittadini di Portoferraio non sarebbero gli unici a dover pagare dazio a causa delle rendite squilibrate registrate dal Catasto. So che altri in altri comuni gli estimi sono ancor più gonfiati rispetto a quelli di Portoferraio».
Secondo il primo cittadino la “stangata” in arrivo con l’Imu rischia di trasformarsi in un handicap per l’economia dell’isola, creando problemi sia ai residenti che ai proprietari di seconde case che, con l’affitto, ottengono un contributo importante al reddito familiare.
«Siamo in una fase delicata – dichiara Roberto Peria – sembra che tutto, d’un tratto diventi più caro. L’Elba sicuramente ha le sue colpe, ma in questo caso non si può dire che abbia responsabilità. E non è giusto che siano le famiglie dell’isola a pagare errori commessi da altri».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
