Il Tirreno

Cresce ancora l’Imu per le seconde case

Cresce ancora l’Imu per le seconde case

Il consiglio comunale alza al 6 per mille l’aliquota per le case a canone concordato e all’8 quelle ad affitto di mercato

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PIOMBINO. Il consiglio comunale ha approvato ieri il bilancio di previsione, l’addizionale Irpef e le aliquote dell’Imu, la nuova tassa sugli immobili. Il colpo di scena è arrivato nel finale. La maggioranza ha infatti respinto la richiesta delle minoranze di spostare al Consiglio del 3 aprile la discussione su bilancio e, a questo punto, i consiglierei del Pdl, dell’Udc, del Prc, Fli e Gelichi hanno abbandonato l’aula. Il bilancio è stato approvato, dunque, con i soli consiglieri di maggioranza presenti, che da soli hanno assicurato il numero legale per continuare la seduta.

Non ci sono variazioni sull’addizionale Irpef, che resta fissata all’0,5% con la novità che, proprio per i maggiori introiti che si verificheranno nella casse comunali con l’Imu, saranno esonerati i redditi inferiori a 15mila euro. Un beneficio che, secondo i calcoli degli uffici comunali, interesserà circa 5mila cittadini.

Proprio sull’addizionale Imu è stato respinto un emendamento presentato dal capogruppo di Fli Giampiero Amerini, che ha proposto di alzare l’addizionale Irpef dallo 0,5 allo 0,63% per poter abbassare, senza intervenire sul bilancio, l’Imu per la prima casa dal 5 all’4,8 per mille. Emendamento che è stato sostenuto anche dall’Udc Luigi Coppola.

Sono state invece modificate le aliquote Imu che erano state previste nella prima bozza di delibera per quanto riguarda la seconda casa affittata a canone concordato (non più al 5 ma al 6 per mille). Cambia anche l’aliquota per le case affittate a canone libero: dal 7,6 delle prima bozza all’8 per mille. Tutto questo per abbassare, senza toccare la previsione di entrata, l’Imu per le case cedute a parenti fino al secondo grado.

Anche il capogruppo dell’Udc Coppola ha presentato tre emendamenti per diminuire l’Imu per la prima casa dal 5 al 4 per mille, per mantenere sotto di un punto quella per le abitazioni affittate a canone concordato e per restringere ai soli fino ai parenti di secondo grado (eliminando dalla delibera gli affini di primo). Solo l’ultimo di questi emendamento è stato accolto.Contro la delibera sull’Imu hanno votato Pdl, Udc, Fli, Prc e Gelichi del gruppo misto.

Ma che cosa succede con i mutamenti introdotti?

Per fare solo degli esempi, per una seconda casa di 5 vani a Salivoli, il proprietario pagherà 755 euro se sceglie l’affitto concordato, mille nel caso di canone libero. I prezzi, sempre per una casa di 5 vani, diminuiscono sensibilmente in via Pisacane e corso Italia: 338 per il concordato, 451 per l’affitto libero. Aumentano invece di nuovo nella zona di via Petrarca, dove per una casa di 4 vani col concordato si pagheranno 458 euro rispetto ai 610 previsti per l’affitto al prezzo di mercato.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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