Trasporti
Ago, filo e solidarietà
I prodotti di sartoria realizzati all’Auser in aiuto di chi ha bisogno
PIOMBINO. Dalla Val di Cornia fino alla Bosnia. O alla Bielorussia. E poi ancora in Africa. E' la storia di un ponte di solidarietà che parte da qui e che ha dato prova negli anni di essere in grado di arrivare sempre più lontano. A spingerlo, tre sartorie - una a Piombino, una Suvereto, l'altra a Venturina - che, con tempi diversi, dal 1997 con Auser lavorano con discrezione per fabbricare e confezionare lavori di ricamo, uncinetto,maglia oppure abiti completi, sia per uomo che per donna. Alcuni vengono inviati direttamente nei Paesi che ne hanno necessità: in passato sono stati distribuiti anche in Italia per far fronte a calamità nazionali. Altre volte invece i capi vengono venduti durante le fiere paesane. Con i ricavi sono nate iniziative importanti, la "Pigotta", innanzitutto, cioè la bambola di pezza che da più di dieci anni l'Unicef commissiona alle associazioni di volontariato per finanziare vaccini e altre necessità per i bambini dei Paesi in via di sviluppo. L'Auser - che a queste storie ha dedicato anche il libro "Mani solidali. Viaggio fra le sartorie" (prefazione di Margherita Hack) - ha una posizione centrale in tutto questo: a Suvereto, per esempio, ha fornito alle volontarie della sartoria un locale dove potersi riunire e lavorare più facilmente, mentre a Venturina, fu proprio durante una riunione dell'associazione, ormai quindici anni fa, che il progetto originario prese vita. A Piombino la Sartoria della Solidarietà è nata invece nel 2006. Attualmente conta 14 volontarie, sei in più rispetto agli inizi. Lavorano con quattro macchine da cucire, una delle quali è stata l'Auser a fornire, mentre le altre sono pezzi recuperati. La scarsità di mezzi a disposizione è soltanto un limite relativo rispetto alla loro energia: le iniziative a cui danno vita si susseguono una dopo l'altra, passando dalle pigotte alle maschere di Carnevale per una scuola della città. In ottobre, su richiesta di un'associazione di Firenze, è stato messo insieme un carico di coperte per extracomunitari e senzatetto, mentre a Suvereto i proventi ricavati da una festa sono serviti a inviare contributi alla ricerca sul cancro e ad adottare due anziane in Bosnia. «Volontà e allegria sono gli ingredienti del nostro successo - confessano - Che ora ci permette di affermare con orgoglio che abbiamo realizzato un sogno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
