Il dolore
La strada della Cala non si farà
Il Consiglio dei Ministri boccia il progetto della giunta Ciumei
MARCIANA MARINA. La strada della Cala a Marciana Marina non si farà. A sancirlo è una firma del presidente del Consiglio Mario Monti che, nel corso del Consiglio dei Ministri, ha bocciato il progetto portato avanti dal Comune di Marciana Marina. Per la soddisfazione di Legambiente che, da tempo, si era schierata contro la realizzazione della strada nel territorio del Parco.
«Hanno vinto il buon senso e l’ambiente», ha commentato l’associazione ambientalista dopo aver ricevuto l’informativa da parte del Consiglio dei Ministri.
Il governo dà quindi uno stop alla richiesta avanzata dal Comune di Marciana Marina di costruire una nuova strada per raggiungere la località La Cala, attraversando il l Parco in una zona di protezione speciale dell’Ue. «Sono state accolte tutte le osservazioni di Legambiente che erano le stesse del Parco Nazionale e delle Regione – si legge in una nota di Legambiente – nella lettera del segretariato del Consiglio dei Ministri si leggea chiare lettere che non sussiste la possibilità di procedere alla realizzazione del progetto».
È stato il presidente del Consiglio Mario Monti firma di suo pugno l’atto finale del documento.
Esulta Legambiente che contro il progetto si era opposta per prima con forza. «Hanno vinto il buon senso e l’ambiente – dice Umberto Mazzantini, responsabile Isole Minori di Legambiente – il governo tecnico ha respinto il tentativo di mettere gli interessi privati davanti alla tutela ambientale. Il sindaco di Marciana Marina e la sua giunta hanno tentato di violare il Piano del Parco e le direttive europee habitat ed uccelli . Lo hanno fatto ignorando i ripetuti richiami dell’opposizione, di Legambiente, del Parco, della Regione che dicevano che questo non era possibile, lo hanno fatto ignorando le proposte alternative avanzate dal Parco, come la cremagliera per raggiungere La Cala. Si tratta di una sconfitta sonora sia nei modi che nelle motivazioni e che chiude definitivamente la questione. Ci chiediamo solo quanti sodi pubblici siano stati spesi in questioni legali, lavoro degli uffici, trasferte romane e se qualcuno li restituirà».
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