Attenzione
Irrigazioni, rischio razionamenti
Non solo il Cornia in secca, difficoltà per tutto il sistema dei corsi d’acqua gestito dalla Bonifica
VENTURINA. La siccità fa registrare un record negativo e la fotografia del fiume Cornia già a secco all’inizio della primavera ne è una prova. Il 2011 è stato sicuramente l'anno meno piovoso degli ultimi quindici anni e in questo inizio di 2012 la poca pioggia è caduta a macchia di leopardo.
È chiaro che a farne le spese sarà soprattutto il settore agricolo, messo in ginocchio dalla crisi economica, poi dal ghiaccio e adesso dalla siccità. «Quest'anno la gestione dell'acqua sarà molto difficile – spiega Giancarlo Vallessi, commissario del Consorzio di bonifica dell’Alta Maremma – Proprio per questo motivo il Consorzio, insieme alla Confederazione agricoltori, ha indetto un incontro, che si terrà lunedì prossimo, per sensibilizzare maggiormente le aziende agricole a un uso quanto più possibile razionale dell'acqua».
La crisi idrica, da molti sottovalutata, rischia di mettere in discussione il servizio idrico che il Consorzio dovrà fornire nei prossimi mesi. «Non vogliamo creare allarmismi – puntualizza Vallesi – ma cercare di fare riflettere. L'assenza di piogge ha comportato un calo della portata delle sorgenti che alimentano gli impianti irrigui gestiti dal Consorzio di un terzo inferiore rispetto agli altri anni. Il Consorzio oggi si vede dunque costretto a rivedere e riprogrammare le proprie attività – prosegue Vallesi – Attualmente abbiamo in gestione i laghetti di Riotorto, l'impianto multifunzionale della Gera di Suvereto, il primo e il secondo comparto irriguo della Fossa Calda di Venturina. La situazione è particolarmente critica proprio per quanto riguarda le sorgenti che alimentano il comparto della Fossa Calda. I bacini di raccolta a nostra disposizioni rispondono al fabbisogno idrico di 150 aziende agricole per una superficie complessiva di circa 1000 ettari».
Questi impianti, immagazzinando acqua piovana e rilasciandola in periodi di siccità, rappresentano soltanto una delle soluzioni al problema dell’irrigazione in Val di Cornia. Senza dei provvedimenti specifici, il rischio è quello di un'estate di razionamenti d'acqua. «Per evitarlo – dice Vallesi – non solo agricoltori, ma tutti i cittadini dovrebbero fare uno sforzo per modificare le proprie abitudini pensando al modo migliore per sprecare meno acqua possibile».
Consigli utili. È buona norma, per esempio, utilizzare lavastoviglie e lavatrici soltanto a pieno carico: una famiglia può risparmiare fino a 11mila litri in un anno. Con la quantità di acqua necessaria per fare un bagno, un uomo può farsi almeno tre docce. Lasciare chiusi i rubinetti quando ci si sta insaponando le mani o spazzolando i denti. Lavare la verdura in una bacinella permette di risparmiare l’acqua e di utilizzare la parte restante per innaffiare il giardino. Quest'ultimo trattiene solo l’acqua che gli serve e disperde l’eccesso, quindi innaffiarlo soltanto quando ne ha veramente bisogno. Preferibilmente la mattina presto o al tramonto. Lavare le autovetture con un secchio, piuttosto che con acqua corrente, consente un risparmio di 130 litri ad ogni lavaggio.
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