Sicurezza
Albergatori uniti per chiedere sconti sugli estimi killer
PORTOFERRAIO. Se il catasto pazzo finirà per svenare i proprietari delle prime e seconde abitazioni dell’Elba facendo impennare gli importi dell’Imu, non andrà troppo meglio ai proprietari dei fondi...
PORTOFERRAIO. Se il catasto pazzo finirà per svenare i proprietari delle prime e seconde abitazioni dell’Elba facendo impennare gli importi dell’Imu, non andrà troppo meglio ai proprietari dei fondi commerciali e ai titolari delle strutture ricettive.
Anche su questo fronte l’indagine condotta dal Sole 24 Ore sul campione di 104 Comuni offre spunti interessanti. E, diversamente rispetto alle seconde case, i valori elaborati non conducono Portoferraio tra i Comuni che subiranno l’aggravio più pesante.
Prendendo come riferimento due esempi di fondi commerciali - il primo C/1 classe 6 per una rendita di 2.112,31 euro e il secondo C/1 classe 8 per una rendita di 2.861,17 euro - ci rendiamo conto che possedere un negozio nel comune elbano costerà in termini di Imu rispettivamente 927 o 1.256 euro. In entrambi i casi si pagherà meno rispetto alle città d’arte per eccellenza come Firenze (2.219), Pisa (1.532) e Siena (1.482). A Portoferraio si pagherà dunque un Imu sui negozi apparentemente equilibrato, di sicuro più equo rispetto alla quota per le abitazioni.
Ma sono molti gli operatori commerciali e i proprietari di strutture ricettive ad essere preoccupati della svolta legata all’Imu e a contestare i meccanismi che l’agenzia del territorio utilizza per effettuare gli estimi catastali. «Stiamo ancora elaborando le nostre proiezioni – commenta il presidente dell’associazione Albergatori, Massimo De Ferrari – ma è già chiaro che il colpo sarà foirte. Se prima una struttura pagava 100mila euro di Ici, adesso dovrà pagarne almeno 160. Il problema è legato all’aggiornamento difettoso delle rendite che sono sovradimensionate e non tengono conto della stagionalità delle attività sull’isola. Gli albergatori non sono in grado di sostenere una mazzata del genere, tanto che da tempo ci siamo mossi in blocco per fare i ricorsi opportuni e per mettere pressione all’ufficio del territorio affinché riduca i valori degli estimi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google