Finanza
Imu all’8 per mille sulle seconde case
Il Comune lascia invariata l’aliquota sulla prima abitazione, ma non evita i ritocchi sugli altri immobili e i negozi
PORTOFERRAIO. L’aliquota dell’Imu per la prima casa resta invariata, ma scatta il “ritocchino” per le seconde abitazioni e i fondi commerciali. Il Comune di Portoferraio sta lavorando per completare la manovra finanziaria che, a maggio, dovrà necessariamente incassare l’ok del Consiglio comunale. In questa occasione saranno stabilite le aliquote per la nuova Imu, la tassa sugli immobili che prenderà il posto dell’Ici.
Rebus aliquote. Gli uffici comunali stanno ancora compiendo valutazioni e proiezioni su quanto andrà ad incidere la nuova tassa, unita ai tagli dei trasferimenti statali, sul bilancio del Comune. Ma, rispetto a quanto annunciato in precedenza dall’amministrazione comunale, si può già dire che, sebbene l’aliquota per la prima casa resterà quella fissata dal governo al 4 X 1000, per le seconde case e per i negozi l’asticella si è alzata dal 7,6 X 1000 di base fino all’ 8 X 1000. Il motivo? «Il ritocco della aliquote – spiega il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria – è inevitabile dopo che abbiamo rinunciato ad applicare già da quest’anno l’imposta di soggiorno».
Il passaggio alla nuova imposta, con le aliquote base del governo e i tagli ai trasferimenti, comporterebbe la riduzione nelle casse del Comune di circa 900mila euro di entrate.
La tassa di soggiorno poteva essere un metodo di auto finanziamento adeguato, ma lo stop ha comportato un cambio di strategia in corsa.
A chi vanno i soldi. I proventi in arrivo dall’imposta sulla prima casa andranno al Comune, anche se - in realtà - agli enti locali non resterà nulla, se si tiene conto dei tagli ai trasferimenti statali. Per le seconde case il discorso cambia: «In pratica la metà resta ai Comuni, l’altra metà va allo Stato – sostiene Peria – ma anche in questo caso il peso del tagli dei trasferimenti dallo Stato fa in modo che le entrate si annullino».
Bonus agli over 65. Le entrate pulite per il Comune arriveranno, quindi, grazie al “ritocchino” dal 7,6 X 1000 all’ 8 X 1000 sulle seconde abitazioni e sulle attività commerciali. L’amministrazione comunale conta di ottenere con la variazione dell’aliquota base circa 250 mila euro. «In questa ottica stiamo pensando di mettere in piedi un meccanismo redistributivo all’interno della manovra – racconta Peria – una parte di questo extra gettito servirà per ammortizzare la mancata introduzione della tassa di soggiorno, un’altra parte sarà destinata, come bonus, agli anziani sopra i 65 anni. Del resto riteniamo che siano soprattutto i pensionati a pagare in prima persona la reintroduzione dell’Imu e ad avere grosse difficoltà economiche».
Rendite da capogiro. Gli uffici del Comue stanno tutt’ora lavorando per individuare con precisione la portata del prelievo della nuova Imu sulle tasche di ciascun cittadino. E, sebbene manchino ancora riscontri ufficiali, l’impressione è che, soprattutto sulle seconde case, attività turistiche e commerciali, ci si prepari ad un salasso. Non tanto per le aliquote fissate dal Comune di Portoferraio, tra le più basse della Toscana, quanto per i valori catastali sul territorio elbano che, secondo quanto si apprende, sarebbero tra i più alti. I tempi. I Comuni non hanno troppo tempo per trovare un punto di equilibrio sulle aliquote. L’Imu si pagherà alle stesse scadenze della vecchia Ici: acconto della metà dell’importo annuo entro il 16 giugno, saldo entro il 16 dicembre. Ogni proprietario di immobile dovrà calcolare in proprio quanto pagare - facendo da solo, oppure appoggiandosi ai Caaf o a commercialisti - non arriverà a casa alcun bollettino prestampato. Il pagamento dovrà essere fatto esclusivamente sui cosiddetti “modelli F24” attraverso il sistema bancario. Va da sè che i Comuni, almeno a maggio, dovranno portare nei Consigli comunali, per l’approvazione, le delibere necessarie a fissare le aliquote.
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