Il Tirreno

I mobili delle suore vanno all’asta

I mobili delle suore vanno all’asta

Si va da un prezzo di pochi euro per i piatti fino a mille euro per un confessionale «Scommetto che tanti crespinesi ex alunni ricordano ancora oggi gli oggetti»

3 MINUTI DI LETTURA





CRESPINA I dettagli per chi vuole partecipare all’asta per la vendita di mobilia e oggettistica del complesso del San Michele. Per partecipare. I concorrenti devono far pervenire all’ufficio protocollo del Comune, con una raccomandata, un plico chiuso con la dicitura “Offerta per asta pubblica acquisto beni mobili del Comune di Crespina” e essere indirizzata a Comune di Crespina piazza Cesare Battisti 22, 56040 Crespina, area 1 servizi al cittadino”, entro e non oltre le 12 del 24 aprile. Visione e ritiro. I beni sono alla sede dell’ex scuola media Ersilio Cozzi, di via XXV Aprile dove saranno ritirati da chi si aggiudica l’asta, con trasporto a carico della persona. I beni potranno essere visionati tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30 - martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30. Sabato 14 e domenica 15 aprile resterà aperto dalle 15 alle 18. Per la visita presentarsi all’ufficio cultura: per questioni di sicurezza saranno ammesse fino ad un massimo di due persone alla volta. Svolgimento dell’asta. L’asta si svolgerà il 27 aprile alle 9 nella sala consiliare di Crespina e sarà presieduto da una commissione di gara (info: 050 634742).

di Francesca Suggi CRESPINA Chissà quanti peccatucci bianchi hanno raccontato i crespinesi in quel confessionale dalle tendine color porpora. E su quelle sedie si sono seduti in castigo tanti ex bambini oggi adulti che di sicuro faranno capolino il 27 aprile in Comune, a caccia di ricordi da mettere in casa. E poi i letti dell’odiato riposino pomeridiano, piatti e bicchieri dove alle 12.30 si serviva il pranzo agli allora pargoletti delle civette, portacandele, inginocchiatoi: i mobili delle suore di Crespina vanno all’asta. Si tratta degli oggetti datati anni Venti dell’ex asilo delle suore, appunto, dello storico complesso del San Michele, in ristrutturazione. Un mondo in legno, vetro, ceramica, specchi che si trasforma in un tuffo nel passato per gli ex alunni di ieri. «Si tratta di oggetti che sono rimasti per anni dentro il San Michele, non sono di particolare pregio ma sono pur sempre degli anni Venti, quando nel complesso c’era l’asilo delle suore», spiega il sindaco Thomas D’Addona. Mobili e ricordi. C’è una valigetta, foto di suore che magari qualcuno a Crespina ricorda in carne e ossa. E ancora inginocchiatoi, cassettoni della nonna che gli appassionati cerco non si faranno mancare. Si va da pochi euro per bicchieri, tazze, portacandele. Fino ad arrivare a cifre più alte come base d’asta, ma sempre contenute, come i cassettoni da 700 euro, specchiere e comodini da 100 euro. Non sfugge quel confessionale: prezzo base mille euro. L’idea del sacro da mettere nelle quattro mura profane di casa piacerà certamente a tanti. Un’idea stravagante che non mancherà di portare curiosi anche da fuori comune. Ma che ci farà il Comune con i proventi della vendita? «Saranno tutti destinati al sociale – prosegue D’Addona – nella fattispecie con quei soldi contribuiremo a finanziare le vacanze degli anziani». L’amministrazione pensa di arrivare a recuperare qualche migliaio di euro da tutte quelle briciole di storia che ricordano la vita che fu in quel gigante affrescato con la mano del maestro Giovan Battista Tempesti, in corso di ristrutturazione. Metri quadri di storia divisi tra la vecchia chiesa del paese, il teatro delle suore e la canonica trasformata nel 1924 in asilo. Spulciando una ricerca storica commissionata dal Comune all’architetto Chiara Prosperini salta fuori che la prima cella del San Michele risale addirittura al IV secolo, come oratorio privato. Accanto alla chiesa del San Michele la famiglia Lanfranchi fa costruire una chiesa in onore di San Martino che diviene sede della compagnia dei disciplinati di SanMartino. Un salto temporale al Settecento: arriva la mano del genio Tempesti, massimo esponente della pittura pisana settecentesca.Suo è l’affresco del San Michele. E oggi l’amministrazione è alle prese con la ricerca di fondi per far tornare a galla nuovi affreschi celati da secoli di intonaco. «A breve organizzeremo anche delle visite agli affreschi già venuti fuori con gli ultimi lavori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa