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Non c’è più posto per i defunti
Le salme sistemate in loculi provvisori nei corridoi: i lavori attesi dal Comune vanno a rilento
MARCIANA. La moglie Maria Grazia è morta quasi sette mesi fa, ma Sergio Ciangherotti non ha avuto ancora la possibilità di piangere sulla sua vera, definitiva, tomba. E come lui altre 52 famiglie sono costrette a visitare i cari scomparsi, alcuni morti negli ultimi due anni, altri esumati e in attesa di venire di nuovo sistemati in un loculo appena ce ne sarà la possibilità.
Il cimitero di Marciana è saturo, non ci sono più spazi dove tumulare le salme dei defunti. Una beffa che ha dell’incredibile ma che, realmente, si insinua tra le tombe di un campo santo municipale in degrado, dove i lavori per la realizzazione della nuova cappella viaggiano a rilento e le procedure di esumazione e di recupero dei loculi restano invischiati a causa dei problemi burocratici degli uffici comunali. «Ho già pagato 924 euro per il loculo, ma tutti questi mesi mia moglie è ancora qua. Altre persone sono nelle mie stesse condizioni». Sergio tira fuori un foglietto dove ha annotato i nominativi di 53 persone scomparse, messi in ordine secondo la data del decesso (sempre che sia scritta da qualche parte). Sono le salme ancora senza fissa dimora, sistemate in box di cemento tirati su nel corridoio di fronte alle cappelle del cimitero, incastonati sotto gli archi del cortile.
Ciascun box di cemento contiene lo spazio per tre loculi provvisori, chiusi con una mano di calce, senza badare troppo alla forma. Alcune famiglie hanno tentato di abbellire come potevano i loculi. Chi applicando sulla superficie fogli plastificati con il nome del defunto e una foto, chi recuperando una lapide in marmo, chi invece ha comprato per quasi 200 euro una lastra di compensato con il nome e la foto del caro. Una lastra che, una volta che si libererà il loculo definitivo, non servirà più a niente. In alcuni casi non i fogli applicati sulla superficie del box sono sprovviste anche della data del decesso. Non ci sono spazi dove sistemare i fiori, tanto che alcune famiglie li lasciano ai piedi del loculo, altri sistemano dei vasi sopra quella che se non ci si trovasse in un cimitero potrebbe sembrare una cassettiera. «Facciamo il possibile per rendere quantomeno dignitosa la sistemazione dei nostri cari – racconta Sergio Ciangherotti – ma è inutile. In questo modo non si porta rispetto alle persone scomparse».
Negli ultimi mesi, con l’esaurimento degli spazi cimiteriali, i box in cemento sono via via aumentati lungo i corridoi della struttura. Ma non è questa l’unica immagine che rende l’idea del degrado. Entrando all’interno delle cappelle sono diversi i loculi vuoti, abbandonati. Le mura del cimitero sono crepate, sembra che possano venir giù da un momento all’altro. Alcuni spazi sono inaccessibili, transennati affinché si proceda con una ristrutturazione che viaggia a rilento.
«Il problema c’è ed è serio – ammette il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi – dovevamo procedere con i lavori per la sistemazione della nuova cappella del cimitero, ma purtroppo ci sono stati dei problemi burocratici che hanno rallentato l’intervento. Più volte ho sollecitato gli uffici affinché si velocizzassero le procedure, ma al momento le risposte non sono state positive».
Oltre al progetto della nuova cappella il Comune conta di rendere più rapide le procedure per un discreto numero di estumulazioni delle salme, in modo da liberare gli spazi per i defunti “in attesa”. «Se riusciremo a mettere insieme in tempi accettabili questi due interventi – spiega il sindaco – si risolverebbero almeno i problemi contingenti».
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