Sicurezza
Il camping Sant’Albinia ora rischia la chiusura
A settembre scade il contratto col gestore. Anche l’Albatros tra gli interessati Ma la riduzione dei posti prevista nel piano urbanistico può far saltare tutto
PIOMBINO. Il campeggio di Sant’Albinia rischia di non trovare più un gestore. A settembre scadrà il contratto d’affitto tra il Comune e una società della famiglia Pizzi di Rosignano, che da alcuni anni gestisce la struttura. Ma c’è un novità di non poco conto. Il regolamento urbanistico, che sarà portato in consiglio comunale per l’adozione entro maggio, prevede una consistente riduzione delle previsioni di espansione del campeggio: dai circa 1.700 posti letto del vecchio piano regolatore a non più di 500. A tali condizioni, sia l’attuale gestore che altri possibili locatari, potrebbero decidere di non partecipare alla prossima gara.
La famiglia Pizzi si era aggiudicata la gara cinque anni fa con una cifra piuttosto alta: 156mila euro all’anno per l’affitto, il doppio di quanto aveva offerto il secondo classificato. Un investimento a rischio, dunque, nella prospettiva eventuale di acquistare un domani la struttura, con le previsioni del vecchio piano regolatore, che addirittura dava la possibilità anche di realizzare bungalow.
Il giudizio dell’ingegner Andrea Pizzi, dopo il ridimensionamento delle previsioni, è abbastanza netto. «Attualmente il campeggio ha 400 posti letto. Cento in più significa realizzare 25 piazzole, mentre per fra quadrare il conto economico ne sarebbero necessarie almeno 200 in più». Il campeggio nelle quattro stagioni precedenti è riuscito a tirare avanti. «Abbiamo fatto anche investimenti – sostiene il gestore – di cui purtroppo non abbiamo visto il rientro. E sono pochi rispetto a quelli che sarebbero necessari. Per ristrutturare ed ampliare il campeggio sarebbero necessari almeno 2 milioni di euro: una cifra assolutamente sproporzionata se commisurata a solo 500 posti».
Eppure a Sant’Albinia ci sono altri interessati. La società “Elite club vacanze”, che gestisce il campeggio del Park Albatros, il più grande del comprensorio con i suoi 5.700 posti letto, non nasconde infatti l’intenzione, a settembre, di partecipare alla nuova gara per il campeggio comunale.
«La nostra idea è quella di realizzare un “Family park”, un compeggio riservato, cioè, solo a famiglie con bambini – spiega l’amministratore dell’Albatros Marco Vannucchi – sull'esempio dei due che la nostra società gestisce già sul Garda e a Roma».
Ma anche la “Elite club vacanze” i suoi conti li ha fatti sulla base dell’espansione di i Sant’Albinia prevista dal vecchio piano regolatore. Resta sorpreso e perplesso, Marco Vannucchi, quando gli spieghiamo le nuove previsioni del Comune. «Per ristrutturare il campeggio secondo il nostro progetto – sostiene – sarebbe necessario investire almeno 2 milioni di euro. Il ritorno sarebbe possibile per un campeggio di 1.200-1.500 posti letto, altrimenti viene a mancare la sostenibilità economica».
Della stessa opinione l’ingegner Pizzi: «Anche perché – sostiene – penso che il Comune intenda fissare la base d’asta sui livelli della nostra vecchia offerta economica, chiaramente troppo alta, soprattutto se accompagnata dall’obbligo di sostenere il costo della ristrutturazione. A questa condizioni non varrebbe neppure la pena di spendere i soldi per realizzare le 25 piazzole in più consentite».
E lo stesso vale per l’eventuale acquisto. Il Comune mantiene infatti l’interesse alla vendita, ma la cifra richiesta si aggira sui 3 milioni di euro. Cifra già considerata troppo alta dagli imprenditori del settore con le vecchie previsioni di espansione (tanto che le gare andarono a suo tempo deserte), oggi ritenuta improponibile.
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