Sicurezza
Il Comune: le aliquote Imu decise pensando ai più deboli
PIOMBINO. Sulle nuove tariffe Imu che saranno discusse nel prossimo consiglio comunale, l’assessore al bilancio Massimo Giuliani interviene per spiegare la filosofia che ha ispirato gli orientamenti...
PIOMBINO. Sulle nuove tariffe Imu che saranno discusse nel prossimo consiglio comunale, l’assessore al bilancio Massimo Giuliani interviene per spiegare la filosofia che ha ispirato gli orientamenti dell’amministrazione comunale.
«Abbiamo cercato di salvaguardare il più possibile le categorie sociali ed economiche più in difficoltà – spiega Giuliani – provando a mantenere un giusto equilibrio tra i proprietari di prime case, con l’applicazione del 5 per mille, e i possessori di seconde case,con l’obiettivo di evitare eccessive sperequazioni e aumenti dei canoni delle case in affitto ai danni di chi non possiede alcun immobile. Per essere più chiari – dice l’assessore – in un contesto ad alta densità abitativa come quello di Piombino dove i proprietari di seconde case sono in misura molto ridotta rispetto ai proprietari di prime case, e dove comunque c’è una domanda importante anche di case in affitto, abbiamo provato a mantenere una differenziazione tra chi affitta a canone concordato, portando la tariffa al 5 per mille, chi affitta con un contratto regolare non agevolato e quindi con la possibilità di prevedere canoni più alti (tariffa al 7,6 per mille), incidendo maggiormente su coloro che preferiscono lasciare i propri alloggi sfitti».
«Inoltre, per quanto riguarda la prima casa – dice ancora Giuliani – la differenza per ogni contribuente tra un 4 e un 5 per mille potrebbe significare al massimo una trentina di euro in più all’anno, mentre per un proprietario di seconda casa passare al 10,7 per mille significa raddoppiare l’imposta. Si tratta di scelte che rispondono a una logica precisa nell’ambito delle politiche abitative e che tendono a penalizzare la rendita, a limitare il più possibile l’evasione fiscale, cercando invece di favorire un mercato delle locazioni il più equo possibile con l’obiettivo di garantire un contesto di equità sociale. Ricordiamo inoltre che, in un momento di difficoltà economica come questa – aggiunge l’assessore – l’amministrazione comunale ha scelto di mantenere al 7,6 per mille le tariffe per negozi, capannoni, edifici adibiti ad attività produttive, dal momento che anche il tessuto produttivo del territorio è in forte sofferenza. Una decisione analoga riguarda gli edifici rurali, sui quali verrà applicata l’aliquota minima all’ l’1 per mille».
«Sulla stessa linea – conclude Giuliani – anche la decisione di non applicare l’addizionale Irpef ai redditi inferiori ai 15mila euro, cercando di salvaguardare categorie come pensionati, giovani con contratti a tempo determinato e precari che a Piombino sono circa 5.000».
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