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Si apre il Vinitaly, ma poche le aziende locali presenti

Si apre il Vinitaly, ma poche le aziende locali presenti

Si apre oggi a Verona il 46° Vinitaly. Proseguirà fino a mercoledì. Un’edizione che, a parte i “pezzi grossi” come Tua Rita, Muratori, Petra, vede una ridottissima partecipazione delle...

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PIOMBINO. Si apre oggi a Verona il 46° Vinitaly. Proseguirà fino a mercoledì. Un’edizione che, a parte i “pezzi grossi” come Tua Rita, Muratori, Petra, vede una ridottissima partecipazione delle aziende della Val di Cornia, a differenza degli anni passati. Questo perché, per mancanza di soldi, non è stato allestito lo stand della Provincia che accoglieva appunto le tante aziende vinicole più piccole.

Un problema sul quale è intervenuto duramente nei giorni scorsi Giampaolo Pioli, sindaco di Suvereto e presidente nazionale delle Città del vino, che imputava questo flop di presenza alla mancanza di coordinamento, del fare sistema, fra le aziende, gli enti locali le associazioni. Pioli, si chiedeva anche come mai altre zone, anche meno importanti della Val di Cornia dal punto di vista vinicolo, erano riuscite ad essere presenti al Vinitaly.

Adesso è l’assessore provinciale Paolo Pacini a riprendere il discorso. «Condivido il rammarico di coloro che si sono espressi in merito alla mancata partecipazione al Vinitaly della Provincia, intesa come tradizionale presenza dei produttori vitivinicoli all’interno di uno stand riconoscibile del nostro territorio. Quest’anno – sottolinea Pacini – le gravi difficoltà finanziarie dovute ai provvedimenti governativi ci hanno indotto a prendere una decisione difficile, costretti a comprimere un bilancio già fortemente tagliato e a rispettare un patto di stabilità che mette a rischio le nostre attività. In questo momento di crisi, inoltre, anche da parte di molti operatori, chiamati come sempre ad una compartecipazione dei costi, era venuta meno la volontà di aderire».

«Questa situazione di difficoltà generalizzata – prosegue l’assessore – ci deve indurre a ripensare una metodologia di lavoro che non può, però, prescindere dal fare sistema per non disperdere quel patrimonio di qualità, innovazione e cultura che le aziende vinicole del nostro territorio hanno saputo esprimere. Ha ragione il sindaco Pioli. Il settore enologico – conclude Pacini – ha ancora grandissime potenzialità da sfruttare, ma occorre saper lavorare insieme, enti locali, consorzi, grandi e piccoli produttori perché affermare il valore e l’immagine di un intero territorio è più conveniente e utile per tutti. Per questo condivido pienamente la proposta degli “Stati generali” del settore vitivinicolo, un momento di confronto da cui far scaturire idee concrete per affermare ancora una volta l’importanza che lo sviluppo di questo comparto produttivo può avere per l’economia della nostra provincia».

Alcune aziende della nostra zona sono comunque presenti a Verona nel padiglione della Toscana, altre come nel passato invece in stand privati come le suveretane Tua Rita, Gualdo del Re e Bulichella, le piombinesi San Luigi e Sant’Agnese. Ci sono poi gli stand delle aziende maggiori come Petra (gruppo Moretti) e Rubbia al Colle (fratelli Muratori) e anche alcune dell’Elba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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