Il Tirreno

Cade e vuole 140mila euro

di Francesca Lenzi
Cade e vuole 140mila euro

In aumento le cause dei cittadini che chiedono i danni al Comune per infortuni sulle strade

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PIOMBINO. C’è chi è caduto dallo scooter a causa di una lastra di ghiaccio, e chi ha perso il controllo dell’automobile per la presenza di liquami sul manto stradale. Chi ha perso l’equilibrio per un tombino malmesso, e chi inciampa nel marciapiede di piazza Bovio dando la colpa alla cattiva illuminazione.

Sono tanti e diversi gli incidenti che diventano cause intentate nei confronti dei Comuni. Piombino non fa eccezione, in un conteso che sta crescendo di volume negli ultimi anni.

«Possiamo dividere una doppia tendenza prendendo come anno di confine il 2008 – spiega Maurizio Poli, dirigente del servizio Affari legali del Comune di Piombino – Sino al 2008 infatti le cause in corso erano prevalentemente connesse a questioni di Ici, Tarsu e occupazione di aree nell’ambito delle aziende. Circa cinquanta casi di contenzioso, nati da lontano e ancora pendenti, che proprio nel 2008 abbiamo chiuso con un’entrata importante nelle casse comunali di quattro milioni di euro».

Perlopiù quindi diatribe tra amministrazione e imprese quali Lucchini, Fintecna, Enel, e così via. Il restante numero di cause riguardava invece il campo edilizio e quello assicurativo.

«Dal 2008 la gran parte del volume giuridico legale si è ridotto tantissimo – prosegue Poli – A rimanere c’è il contenzioso minoritario, fatto di edilizia e circostanze di natura assicurative. Nel primo caso siamo di fronte a soggetti che inoltrano ricorsi al Tar contro provvedimenti eseguiti dagli uffici edilizi».

Quasi sempre si tratta di piccoli abusi che passano al servizio urbanistica per terminare alla demolizione oppure all’acquisizione al patrimonio comunale. «Ci sono poi le cause di ambito assicurativo – continua Poli – Cadute a piedi o su un mezzo e incidenti vari, nei quali si cita il Comune come responsabile. Ecco, queste situazioni sono notevolmente aumentate negli ultimi anni».

Per l’esattezza si passa da cinque cause nel 2010 a nove nell’ultimo anno, per arrivare a contarne già tre nel 2012. Molte di esse sono ancora in corso, secondo i tempi non certo brevi dei procedimenti civili. A ogni modo all’amministrazione di Piombino spetta solo l’accoglimento della citazione, che passa poi alla propria compagnia di assicurazioni (l’Abaco srl Brokers).

L’unico costo che pesa quindi sui cittadini, al di là del risultato delle singole cause, è il premio assicurativo annuale. Gli incidenti che diventano cause contro il Comune sono i più disparati.

L’aumento di persone che citano in giudizio la propria amministrazione va di pari passo con la crisi del momento, tanto da far pensare che qualcuno, fra i tanti, ci marci anche un po’. Tralasciando i relativi percorsi giudiziari, per sperare di vedere accordata la propria richiesta di risarcimento comunque dovrà essere accertata l’effettiva “insidia”, ovvero la reale pericolosità di una buca, o la concreta mancanza di illuminazione o segnalazione. Fra quanti puntano il dito contro buche e manto sconnesso, c’è il caso di una donna che chiede oltre 140mila euro per essere caduta in piazza della Costituzione. Quasi 13mila euro è la cifra avanzata da un’altra cittadina caduta in via Don Minzoni per colpa di un tombino difettoso. 2mila euro è un’altra richiesta per caduta lungo la strada del Quagliodromo, mentre la citazione più recente (notifica del 30 gennaio 2012) è anche la più singolare: una signora reclama 1.400 euro per i danni riportati alla propria auto contro un panettone di calcestruzzo in via Anita Garibaldi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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