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Tenuta, i dati sugli edifici non tornano

Tenuta, i dati sugli edifici non tornano

SAN VINCENZO. La vicenda della Tenuta di Rimigliano – la cui variante urbanistica, approvata dal consiglio comunale lo scorso 3 ottobre, sarà discussa a partire dal 28 marzo dalla Conferenza...

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SAN VINCENZO. La vicenda della Tenuta di Rimigliano – la cui variante urbanistica, approvata dal consiglio comunale lo scorso 3 ottobre, sarà discussa a partire dal 28 marzo dalla Conferenza paritetica interistituzionale indetta dalla giunta regionale – si arricchisce di un altro caso che potrebbe rimettere ulteriormente in discussione il piano urbanistico, che prevede la costruzione di circa 120 case e un albergo nella Tenuta di 560 ettari lunga la via della Principessa.

Dopo i documenti scoperti giorni fa nell’archivio comunale da Nicola Bertini del Forum, circa pratiche edilizie di manufatti esistenti nella Tenuta risalenti agli anni ’50 e all’inizio dei ’60 – diversamente da quanto avrebbe dichiarato il dirigente comunale nella relazione allegata alle contro-deduzioni alle osservazioni al piano della Regione, in cui si sarebbe negata l’esistenza di tali pratiche – ecco che lo stesso Bertini mostra i documenti che proverebbero che la stessa proprietà (la Rimigliano srl), all’interno del Ppmaa (Piano aziendale di miglioramento agricolo ambientale) avrebbe dichiarato che vari manufatti risalirebbero ad anni anteriori al ’39, altri al ’68 e altri ancora al 1984, smentendo quanto avrebbe affermato il dirigente nella citata relazione, ossia che tutti i manufatti della Tenuta sarebbero anteriori al 1967.

«Ci sono alcuni edifici – sostiene Bertini – costruiti prima del 1939, da ritenersi ormai regolari giacché solo nel ‘39 entrò in vigore il regolamento edilizio del Comune di Campiglia di cui allora San Vincenzo faceva parte. Poi ci sono gli edifici costruiti dopo il ’39, che devono essere ritenuti legittimi se hanno una pratica edilizia o se sono stati sanati nei condoni degli anni ’80 e ’90. Infine ci sono gli errori. Infatti le fagianaie che costituirebbero per l’amministrazione superfici da recuperare per 770 mq circa, non sono proprio considerabili edifici. Per rendersene conto, basta dare un’occhiata al Ppmaa presentato dalla proprietà. Questa censisce, nel piano – prosegue il capogruppo del Forum – un numero inferiore di immobili rispetto a quanti ne conti l’amministrazione. Mentre il Comune giura che tutti gli edifici sono lì da prima del 1967, la proprietà fornisce altre date che sembrano molto più realistiche».(p.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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