Il Tirreno

Quanti misteri nella gabbia dorata di Villa Magnolia

di Cristiano Lozito
Quanti misteri nella gabbia dorata di Villa Magnolia

PIOMBINO. E’ uscito in libreria l’ultimo romanzo di Luigi Carletti, giornalista e scrittore piombinese: “Prigione con piscina” (Mondadori, pp. 220, 17 euro), forse il più maturo dei cinque fin qui...

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PIOMBINO. E’ uscito in libreria l’ultimo romanzo di Luigi Carletti, giornalista e scrittore piombinese: “Prigione con piscina” (Mondadori, pp. 220, 17 euro), forse il più maturo dei cinque fin qui prodotti.

Dopo il periodo pulp dei primi due libri ambientati sulla nostra costa, “Una traccia nella palude” e “Giuramento Etrusco”, l’amaro e tenero romanzo di formazione “Alla larga dai comunisti”, animato da personaggi della Piombino anni Settanta, e le nostalgie elbane de “Lo schiaffo”, Carletti sceglie la capitale, dove vive e lavora, per ambientare un noir dolente e carico di riferimenti cinematografici.

Il romanzo è costruito intorno alla figura di Filippo Ermini, giovane professore universitario esperto di new media, costretto su una sedia a rotelle da un incidente motociclistico, che ne ha ridotto la mobilità e azzerato la voglia di vivere.

Così, nel microcosmo di Villa Magnolia, una specie di residence a cinque stelle all’interno di un ricco quartiere residenziale romano, Filippo si trova suo malgrado a vivere in una “Prigione con piscina”, osservando distrattamente la vita degli altri, come il James Stewart de “La finestra sul cortile” di Hitchcock.

Con lui un assistente peruviano, “L’Insostituibile”, personaggio chiave del romanzo, da sempre presente nella famiglia Ermini (Filippo è orfano di entrambi i genitori), che invano cerca di riappassionarlo alla vita, insieme a una piccola e colorita schiera di amici e affezionati vicini.

Per Filippo però nulla più conta: non ha e non cerca legami affettivi, l’unico blando interesse per il sesso è rappresentato dall’osservazione di cameriere e governanti che il giovedì hanno libero accesso alla piscina di Villa Magnola, finge soltanto di proseguire nella stesura di un libro sulle nuove tecnologie. Il suo è un male di vivere che pare senza speranza.

Lo stanco refrain viene rotto dall’arrivo di un nuovo ospite, il misterioso ingegnere Rodolfo Raschiani detto Rudy. Un uomo che sparge fascino a piene mani a Villa Magnolia, risolve problemi ai residenti (un po’ alla mister Wolf di “Pulp fiction”), fa intuire di nascondere clamorosi segreti e tutto sa, tutto controlla, anche nell’”acquario” di Villa Magnolia.

Così sulla scena, mentre faticosamente cresce una speciale amicizia tra Rudy e Filippo, si materializzano scenari imprevedibili, tra criminali d’alto bordo, uomini dei servizi segreti e una femme fatale travestita da domestica.

Null’altro si può raccontare, per lasciare al lettore il piacere di un finale pirotecnico dove uno alla volta si svelano i misteri di tutti i personaggi.

“Prigione con piscina” si legge d’un fiato per la curiosità di capire, di sapere la verità: un plot che sembra fatto apposta per il cinema.

©RIPRODUZIONE RISERVATA+

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