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Precari, come ottenere mille euro di indennità

Precari, come ottenere mille euro di indennità

Via alla campagna della Cgil. Potranno essere coperte fino a 180 giornate C’è tempo sino alla fine di questo mese consegnando il modulo all’Inps

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PIOMBINO. In ballo c'è grossomodo un migliaio di euro, spesso un po' meno e talvolta invece qualcosina in più. È l'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti: ha diritto a chiederla l'esercito di precari, con lavori saltuari, a termine, stagionali o discontinui, compresi gli insegnanti non di ruolo, i dipendenti a tempo determinato dell'ente poste, i lavoratori a domicilio, i lavoratori domestici.

La Cgil ne ha fatto una campagna lanciata esplicitamente per dar modo ai precari di non perdere questa chance e segnalando che la richiesta di indennità può coprire «fino a un massimo di 180 giornate, comprese quelle eventualmente indennizzate con requisiti normali, dicono dall'Inps, l'ente che gestisce la questione».

Quali requisiti. L'indennità spetta a chi non ha un lavoro fisso. Basta che abbia due requisiti-chiave da far valere: 1) poter contare su almeno 78 giornate lavorative nel 2011 (nel conteggio delle 78 giornate, come precisa l'Inps, «sono incluse le giornate indennizzate a titolo di malattia, maternità, eccetera» e sono invece escluse «le assenze imputabili al lavoratore a titolo personale come scioperi, congedi non retribuiti, ecc.». 2) E’ indispensabile avere un'anzianità di iscrizione all'Inps (con almeno una settimana di contribuzione) nel periodo prima del 1° gennaio 2010. In una fase di crisi come questa, la soglia delle 78 giornate annue potrebbe essere più difficile da raggiungere rispetto al passato.

Occhio alla scadenza. Per farsi avanti c'è tempo fino al 31 marzo. La domanda può essere inoltrata: 1) consegnando il modulo a una sede Inps; 2) contattando il call center integrato al numero 803164 (senza prefisso); 3) per posta mediante raccomandata con ricevuta di ritorno; 4) attraverso patronati o intermediari Inps mediante servizi telematici.

Quanti soldi sono. L'ammontare dell'indennità è pari al 35% della retribuzione giornaliera per i primi 120 giorni e al 40% per i giorni successivi (fino a 858,58 euro lordi, elevati a 1031,93 per i lavoratori che hanno una retribuzione lorda mensile superiore a 1857,48 euro). Per avere un'idea di quale cifra attendersi nel proprio caso si deve dunque calcolare la paga giornaliera. Come? Dividendo l'importo complessivo delle retribuzioni percepite nel 2011 per il numero delle giornate effettivamente lavorate. Vale la pena di aggiungere che per il periodo indennizzato spettano anche gli assegni al nucleo familiare.

Quali documenti. Per presentare domanda, secondo quanto riferisce la Cgil, è necessario il modello 86/88 bis (che si può ritirare presso le sedi sindacali e che dovrà essere compilato dal datore di lavoro), il codice fiscale, una copia dei contratti di lavoro per il 2011 e un documento d'identità. È da precisare che per gli insegnanti è indispensabile inserire anche lo stato di servizio mentre i lavoratori extracomunitari devono allegare il permesso di soggiorno e il certificato di residenza. Qualora si abbia diritto all'assegno per il nucleo familiare, vanno aggiunti lo stato di famiglia, i redditi 2009 e 2010 e codice fiscale dei componenti della famiglia. I moduli possono essere eventualmente scaricati dal sito www.inps.it.

Se l'Inps dice no. Qualora la domanda sia respinta, è possibile fare ricorso (in carta libera) al Comitato provinciale Inps. Quando? Prima che passino 90 giorni dal giorno in cui si è ricevuta la comunicazione dall'ente in cui si rende noto il rifiuto. Lo si può presentare sia agli sportelli della sede Inps che ha respinto la domanda oppure può essere inviato con raccomandata con ricevuta di ritorno o essere inoltrato attraverso il patronato di fiducia.

Come si riscuote. L'indennità può essere riscossa attraverso il conto corrente bancario o postale (sul quale l'Inps fa il bonifico) oppure allo sportello di un ufficio postale che abbia lo stesso Cap del luogo di residenza o di domicilio di chi chiede l'indennità. Fra gli addetti ai lavori si è tuttavia diffusa la preoccupazione che, in base alle nuove normative sulla tracciabilità dei pagamenti, possano esservi intoppi nella riscossione qualora l'importo superi i mille euro: al presente, l'unica forma ammissibile sarebbe l'accredito sul conto corrente ma non sono esclusi ulteriori correttivi nelle prossime settimane.

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