Attenzione
«Piccoli paesi senza autobus»
Pierfederici (Cisl) teme tagli drastici dalla nuova organizzazione
PIOMBINO. Ormai alle porte la razionalizzazione del trasporto pubblico locale. E i timori restano concentrati sul rischio tagli proprio per i piccoli centri già fortemente provati dalle riduzioni del servizio negli ultimi anni. Dario Pierfederici, della segreteria confederale Cisl con delega ai trasporti dà voce alla preoccupazione dopo l’incontro in Provincia di lunedì scorso «in merito - specifica – al bando che ci ha illustrato l’assessore provinciale ai trasporti Nocchi ».
«Ad oggi – prosegue Pierfederici – i trasporti erano decisi dalla Provincia, ma ora Regione ha stabilito di riorganizzare la rete con un’ unica azienda. Certo – spiega – una gestione del genere permetterà risparmi e sinergie tra ferro e gomma. Su questo siamo d’accordo. Il bando che ci hanno presentato ci fa capire come la situazione del trasporto pubblico locale resterà sostanzialmente uguale nei grossi centri, con diminuzioni minime. Ma visto che vengono privilegiate le corse con molta affluenza si taglieranno quelle con meno viaggiatori. In ballo ora ci sono 160 milioni di euro a fronte dei 207 di oggi ... nel 2010 erano 240».
Che succederà? « Considerato che il trasporto pubblico – ricorda – è un bene di prima necessità, stando così le cose l’Elba o piccoli centro come Sassetta o Campiglia rischiano di non avere più un servizio».
«Resto dell’idea che è necessario partire dalle esigenze, bisogna assicurare i servizi minimi a tutti i contribuenti come gli spostamenti a scuola, in ospedale o verso la stazione; luoghi che sono fondamentali per la vita di tutti i giorni. Da qui si può calcolare il costo reale e organizzare un servizio adeguato per tutti. Altrimenti – assicura Pierfederici – la parte sud della provincia di Livorno sarà la più penalizzata».
Proprio ora che il costo della benzina alle stelle pesa così tanto sulle tasche dei cittadini, insieme agli aumenti delle tasse. «Crescono i costi e si diminuiscono i servizi? – commenta – ma la Provincia si è resa conto della situazione ed ha presentato delle modifiche alla proposta regionale».
Si dice che il Comune di Piombino rischi grosso, dovendo versare un contributo molto più alto che in passato alla futura azienda unica. «Possibile che i comuni non abbiano risorse per preservare il trasporto locale così com’è – conferma – però non si deve tornare indietro, alle piccole ditte che, con contratti particolari, ridurrebbero i costi, un po’ come 50 anni fa e senza clausole di garanzia importanti per cittadini o dipendenti».
«Il direttivo regionale Cisl – conclude – ha fatto una proposta, sganciare dal bando i 30 milioni di euro per il rinnovo nel parco mezzi e collegarli ai 160 destinati al miglioramento del servizio».
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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