Sicurezza
Fonti dei Canali assediate dallo sporco e dall’umidità
Attualmente ci sono anche transenne e secchi ad accompagnare la visione di una delle opere storicamente più importanti e rappresentative della città
PIOMBINO. Risalgono al 1248, e sono attribuite a Nicola Pisano. Tre teste di molossi e una di cavallo.
Sono le Fonti dei Canali di Marina, opera artisticamente e storicamente importante, oltre a rappresentare uno scorcio familiare per i piombinesi. Le sculture originali furono tolte nel 2008, trasferite nel laboratorio pisano del restauratore della Sovrintendenza, Luca Giannitrapani, e pronte adesso per trovare collocazione nel nuovo impianto museale del Castello che dovrebbe vedere la luce tra un anno. Al loro posto, sotto l’arco a Marina ci sono quattro calchi in resina, perfettamente simili, creati da Giuseppe Donnaloia. Constatata la salvaguardia delle teste autentiche, resta da garantire il valore visivo, anche turistico, di uno scenario davvero suggestivo.
Inserito nel 2009 l’impianto di illuminazione e rinnovato l’intonaco, il panorama che ora il piombinese, ora il turista, si trovano davanti non è dei migliori. In particolare all’altezza delle due fonti più esterne l’acqua fuoriesce dalla canalina, dando vita ad ampie pozze. L’umidità ha causato nel tempo il formarsi di uno strato di vegetazione scivoloso e sicuramente non bello da vedersi.
Più o meno sotto tutte le teste inoltre c’è sporco, così come complessivamente nell’area di fronte alle fonti. L’intonaco della parete presenta ancora la stessa chiazza umida segnalata dal 2010, e che pare essere protagonista di una diatriba tra amministrazione e proprietario dell’appartamento presunto colpevole delle infiltrazioni.
Per completare il quadro visivamente poco edificante, davanti alle fonti campeggiano una transenna e due secchi (uno con tanto di lampeggiante). Forse sono le tracce rimaste dalla bufera di vento di metà dicembre che aveva fatto precipitare proprio all’altezza delle fonti alcune tegole dal palazzo in alto, o forse servono ancora per qualche lavoro. Fatto sta che al momento non impediscono l’accesso, rappresentando solo un ostacolo al panorama dell’opera.
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