Il Tirreno

Contatori Enel truccati, scattano tredici denunce

di Luca centini
Contatori Enel truccati, scattano tredici denunce

Conclusa l’indagine dei carabinieri, la banda agiva nei bar e ristoranti dell’isola Tra gli indagati due procacciatori di clienti e altrettanti commercianti elbani

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PORTOFERRAIO. «La bolletta è troppo alta? Nessun problema, ci pensiamo noi». Il primo approccio, di solito, era questo. Poi il referente mandava i due tecnici a manipolare i contatori dell’Enel ed il gioco era fatto. Bolletta sgonfiata e tutti contenti, fino a quando i carabinieri livornesi, in collaborazione con la stazione di Portoferraio, hanno mandato tutto a gambe all’aria.

Si è conclusa ieri con la denuncia di 13 persone l'indagine che ha scoperto una complessa attività finalizzata a sottrarre denaro ad Enel, che ha coinvolto anche alcuni bar e ristoranti dell’isola.

Tutto era iniziato circa un anno fa, quando Enel si accorse di un’anomalia nei consumi registrati in un bar di Portoferraio che, di colpo erano scesi del 60%. Un guasto tecnico, si è pensato. Ma di lì a poco altre due utenze dell'isola hanno manifestato lo stesso fenomeno. A questo punto l’Enel si è rivolta ai carabinieri.

La dinamica era sempre la stessa. Un referente contattava gli utenti interessati e, spacciandosi per rappresentante di una società concorrente di Enel, proponeva un contratto a condizioni vantaggiose e chiedeva una somma fra i 500 e i 1000 euro. Questo, ovviamente, quando il cliente era in buona fede. In altri casi si passava alla proposta vera e propria di manomettere il contatore. Ottenuto l’ok il referente elbano chiamava i tecnici, una coppia di napoletani, che praticavano sul contatore un minuscolo forellino con un trapano, toccando l'ingranaggio che sul display indica il consumo. In pratica, con questo intervento era come se il tachimetro di un'auto indicasse una velocità inferiore a quella effettiva. Il forellino veniva fatto in corrispondenza di un punto o una lettera, comunque in una zona in cui era difficile da individuare e, una volta praticato, era coperto con una lacca bianca che asciugava immediatamente.

Insomma, un’opera da professionisti. Lo scorso 14 dicembre i due tecnici sono stati arrestati dai carabinieri in flagranza di manomissione di un contatore di un solarium di Livorno. Le successive verifiche hanno fatto emergere uno scenario più complesso di quanto inizialmente immaginato, con ramificazioni anche in altre regioni.

Oltre ai due napoletani, arrestati in flagranza, sono stati denunciati, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, anche due elbani. E, vagliate le posizioni dei clienti e scartate quelle dei soggetti raggirati ed erano quindi in buona fede, sono stati denunciati per concorso in furto aggravato un bolognese, due torinesi, un grossetano e altri due elbani, titolari di due esercizi commerciali a Portoferraio e a Capoliveri. Dai primi accertamenti, la somma sottratta alle casse dell'Enel si aggirerebbe sui 20 mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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