Il Tirreno

Albergatori contro le banche

«Basta speculare sugli hotel campesi caduti in disgrazia»

di Luigi Cignoni
«Basta speculare sugli hotel campesi caduti in disgrazia»

PORTOFERRAIO. Strozzati e indignati. Ecco come si sentono oltre quaranta imprese di Campo che hanno subito danni in occasione dell’alluvione e che avevano richiesto alle varie banche del comprensorio...

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PORTOFERRAIO. Strozzati e indignati. Ecco come si sentono oltre quaranta imprese di Campo che hanno subito danni in occasione dell’alluvione e che avevano richiesto alle varie banche del comprensorio agevolazioni finanziarie per riparare i danni e riprendere la propria attività. Albergatori, artigiani, negozianti, tutti accumunati dall’identico destino; prima il disastro, poi i prestiti a tassi, almeno in teoria, agevolati. E invece quegli stessi tassi di interesse sono quasi raddoppiati rispetto a quanto era stato preventivato. Questo nonostante sui finanziamenti richiesti agli istituti di credito era stato siglato un protocollo d’intesa a favore degli esercizi economici che insistevano sulle zone alluvionate. «Siamo indignati – chiarisce Alessandro Gentini, vicepresidente dell’associazione degli albergatori dell’Isola d’Elba – perché si ha la netta sensazione che si stia speculando sulle disgrazie altrui. Se si voleva colpire l’economia di un intero versante dell’Isola, ci stanno riuscendo alla grande».

Il disagio degli albergatori era fin troppo palpabile, ieri mattina, in occasione di una conferenza stampa dei vertici dell’associazione. A poco meno di un mese dall’inizio della stagione turistica, non si sa chi potrà aprire e no. I lavori sono stati eseguiti un po’ da tutti dando fondo ai propri risparmi, altri sono stati rinviati sperando che arrivino i soldi promessi. «Ci hanno detto i funzionari di banca – sottolinea Lucio Di Biase, vicepresidente della Federalberghi della Toscana – che la cifra pattuita sarà dimezzata». Il trattamento, secondo gli albergatori, è lontano da quello riservato dalle banche di fronte alla medesima calamità della Lunigiana. «La Regione, Federalberghi e quasi tutti gli istituti bancari – dice Lucio Di Biase – hanno sottoscritto un protocollo d’intesa a favore delle imprese alluvionate. Le nostre richieste furono accettate, con l’ufficializzazione dell’accordo il 19 novembre». Ma è da questo momento che inizia il calvario per gli operatori. C’era tempo fino alla fine di novembre per accedere ai finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare entro trenta giorni. Invece le domande giacciono sulle scrivanie. «Avevamo pattuito un tasso compreso tra l’1,95% e il 3,50% – prosegue Di Biase – invece oggi ce lo troviamo oltre il 7%. E a questo va aggiunto l’Euribor, il tasso di riferimento, calcolato giornalmente che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee».

Ma non tutte le banche si sono comportate allo stesso modo. Gli albergatori ci tengono a differenziare il comportamento. Sono gli istituti di credito locali (la Banca dell’Elba e la Cassa di Risparmio di Livorno) ad aver rispettato agli accordi. I malumori arrivano invece per i grandi istituti. «Il Monte dei Paschi di Siena – dice Di Biase – è il primo della lista, seguito dalla Cassa di Risparmio di Firenze». Ed è proprio nei confronti di questi istituti che gli albergatori non escludono di ricorrere a vie legali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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