Toscana
Ponte tra culture grazie al tavolo Cotone Poggetto
PIOMBINO. L’identikit del moroso non calza a pennello con lo staniero. Morosi sono tanti italiani e non tutti quelli che evitano di pagare le bollette dell’acqua avrebbero reali situazioni di disagio....
PIOMBINO. L’identikit del moroso non calza a pennello con lo staniero. Morosi sono tanti italiani e non tutti quelli che evitano di pagare le bollette dell’acqua avrebbero reali situazioni di disagio. Al Cotone come ovunque: basta ricordare la caccia ai falsi poveri che Comune, guardia di finanza e Casalp stanno facendo per liberare case popolari occupate da chi non ne ha proprio diritto.
Ecco perché i portavoce del tavolo di quartiere Cotone Poggetto temono che la difficile situazione delle famiglie residenti agli ex blocchi Lucchini possa in qualche modo inficiare il gran lavoro portato avanti dal 2010. Tavolo di quartiere, dove residenti e rappresentanti di associazioni (Cotone-Poggetto 2000, il circolo Arci, Samarcanda, parrocchia del Cotone, Uisp e del Quartiere Porta a Terra Desco), portano avanti progetti specifici partendo dalle proprie esperienze e dalle esigenze degli abitanti.
«Dal dicembre 2010 – ricorda Maria Marcacci che ai blocchi gialli vive e partecipa al tavolo come membro del Cotone-Poggetto 2000 – è stata istituita, grazie al lavoro di insegnanti volontarie, una scuola di italiano per donne straniere risultata importantissima per superare diffidenza nei contatti. Ormai al doposcuola ci sono una ventina di bambini tanti senegalesi ma anche molti italiani». Fondamentale che ora non si metta a rischio l’impegno di tutti.
«I problemi di oggi – sottolinea Maria – non devono far nascere disagi ulteriori e nuove fratture. Proprio in questo condominio, grazie al tavolo di quartiere, abbiamo fatto molti passi avanti, superando le iniziali diffidenze che c’erano state con l’arrivo dei primi stranieri». Ottimi risultati che si sono visti con l’adesione massiccia alla nuova raccolta differenziata.
«Il momento è difficile e resterà tale per un bel po’ di tempo, ed è necessario che lo superiamo tutti insieme – conclude Maria – grazie al tavolo si è aperto un mondo di fiducia che va preservato. Importante, al di là della morosità, non cercare un nuovo scontro sociale, a vincere non dev’essere la paura...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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