Sicurezza
Operatori turistici e negozianti contro la tassa di soggiorno
L’associazione degli albergatori apre agli altri settori e annuncia manifestazioni di protesta Critiche e accuse al Comune di San Vincenzo, ma anche a Confesercenti e Confcommercio
SAN VINCENZO. È stata un’assemblea dai toni durissimi quella svoltasi ieri al palazzo della cultura. L’associazione albergatori e operatori turistici di San Vincenzo, e molti dei commercianti del centro, si sono scagliati contro la tassa di soggiorno e contro l’amministrazione comunale che ha deciso di adottarla.
Nella gremitissima sala si è manifestata poi una situazione inaspettata: la rottura di gran parte dei commercianti e degli albergatori presenti nei confronti di Confesercenti e Confcommercio. Le due associazioni di categoria sono state accusate di non aver fatto il possibile per tutelare gli interessi degli associati. Claudio Luti, del direttivo dell’associazione, ha chiesto ai commercianti quali fossero state le informazioni ricevute circa la tassa di soggiorno da Confesercenti e Confcommercio, e gli interpellati si sono detti completamente all’oscuro sull’argomento. Luti ha aggiunto poi, a proposito dell’amministrazione comunale, che «nessun amministratore ci ha mai informato, né coinvolto né tanto meno ascoltato sulla questione della tassa; evidentemente – ha detto – non interessa il settore che fa da traino all’offerta turistica locale».
La neonata associazione di albergatori e operatori turistici conta 45 strutture turistico-ricettive aderenti, e molti commercianti hanno espresso la volontà di entrare a farne parte, tanto che la presidente Mirna Maggeschi ha assicurato che verrà cambiato lo statuto dell’associazione per allargarla anche ai commercianti. La rabbia dei presenti è scoppiata su quelle che molti di essi considerano come evidenti difficoltà del momento sanvincenzino, con particolare attenzione per il possibile slittamento dei lavori per la nuova passerella della stazione a dopo l’estate, per l’alta aliquota Imu sulla prima casa, per l’aumento dei contributi del Comune alla Parchi Val di Cornia da 65.000 a 300.000 euro in un anno. Perplessità sono state esternate circa la destinazione dei proventi dell’imposta di soggiorno, con critiche sull’eventuale ente sovracomunale che dovrebbe occuparsi di marketing territoriale.
Ieri sono state decise forti azioni dimostrative per i prossimi giorni. Tra queste, oltre alla raccolta di firme contro l’imposta, vi sono l’esposizione in ogni esercizio commerciale e turistico di un volantino contro la tassa di soggiorno, la possibilità di uno o più giorni di serrata dei negozi e delle strutture ricettive aderenti alla protesta e, infine, l’eventualità di una manifestazione di protesta davanti al palazzo comunale. «Abbiamo una settimana di tempo – hanno detto i dirigenti dell’associazione – per non far applicare la tassa». Secondo gli operatori, le prenotazioni starebbero già calando in modo considerevole.
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