Gioco
L’addio a Riccardo, il popolo del rugby piange il suo simbolo
Tanti messaggi su Internet in ricordo del giovane rimasto ucciso sabato notte in un incidente sull’Aurelia
PIOMBINO. Gli amici e i compagni di squadra ieri non hanno lasciato soli i genitori di Riccardo Bargagli, per l’ultimo saluto: la salma del 25enne rugbista piombinese, rimasto ucciso sabato notte finendo con l’auto fuori strada, dopo i funerali di domenica pomeriggio, è stata cremata a Livorno.
Ancora lacrime e disperazione dunque per una vicenda che ha lasciato increduli i tanti che volevano bene a Riccardo Bargagli.
Moltissimi i ricordi sulla pagina Facebook del Tirreno, anche fuori dall’ambito strettamente sportivo.
Riccardo Bargagli era a l’anima della formazione giallonera in lotta per la serie A, e si era fatto voler bene anche a Follonica, dove in virtù di una sorta di gemellaggio con l’Union rugby, allenava da un po’ una formazione di ragazzini, e dove stava completando il corso di studi in scienze ambientali.
L’ambiente rugbistico piombinese (di cui fa parte anche il padre, Auro, dirigente giallonero) è ancora scosso, e la società ovviamente non ha ancora deciso quali saranno i modi per ricordare un ragazzo che giocava fin da bambino nell’Etruria (da cui poi grazie all’accordo con Cecina è nata l’Union) e che di quella società era l’anima.
Per certo viene dato il ritiro della maglia numero 14, prevedibilmente già domenica prossima nella gara casalinga che metterà di fronte l’Union e il Pesaro, appuntamento di campionato che diventerà un tributo al giovane giocatore piombinese scomparso sabato notte.
L’incidente è accaduto appunto intorno alle 2,30, l’ora in cui è scattato l’allarme lanciato da un automobilista di passaggio sull’Aurelia, all’altezza di Carbonifera , che ha visto la Suzuki Swift di Bargagli avvolta dalle fiamme.
Il giovane era all’interno dell’auto, probabilmente ucciso sul colpo, dopo che la sua auto era finita contro un terrapieno.
Forse è stato un colpo di sonno a fargli perdere il controllo dell’auto, dopo una giornata faticosa, prima col viaggio in pullman a Roma insieme ai compagni di squadra per assistere alla vittoria della Nazionale italiana su quella scozzese nell’ultima partita del Sei nazioni, poi col ritorno a casa nel tardo pomeriggio, prima di prendere la macchina e andare a passare la serata a Follonica.
Il tragico incidente in un rettilineo, quando la sua auto è finita in un fosso laterale, prima di schiantarsi contro n terrapieno rivestito di cemento prendendo fuoco.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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