Il Tirreno

Muore a 25 anni nell’auto fuori strada

di Cristiano Lozito
Muore a 25 anni nell’auto fuori strada

Riccardo Bargagli era uno dei punti di forza dell’Union Rugby. Dopo l’incidente la Suzuki è andata in fiamme

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RIOTORTO. Una sbandata sulla destra, la macchina che s’imbuca nel fosso, prima di schiantarsi su un terrapieno di cemento e di prendere fuoco.

Così l’altra notte sull’Aurelia, vicino a Carbonifera, ha perso la vita Riccardo Bargagli, piombinese di 25 anni, punto di forza dell’Union rugby che lotta per la serie A.

A dare l’allarme è stato un automobilista, che ha visto quel che restava della Suzuki Swift, avvolta dalle fiamme. Sono stati poi i vigili del fuoco ad accorgersi che dentro l’auto c’era il corpo senza vita di un ragazzo, ormai carbonizzato.

Impossibile dire se il giovane sia morto sul colpo, anche se le condizioni dell’auto, con la parte anteriore distrutta, fanno propendere per questa ipotesi.

L’incidente è accaduto intorno alle 2,30, forse per un colpo di sonno. Bargagli stava tornando da Follonica, dove era molto conosciuto, dopo aver trascorso la serata con un’amica di Monterotondo.

Per lui era stata una giornata intensa, visto che con compagni e dirigenti della squadra al mattino era andato in pullman a Roma per assistere alla vittoria della Nazionale italiana su quella scozzese nell’ultima partita del Sei nazioni. Poi il ritorno a casa nel tardo pomeriggio, la cena a casa con i genitori, prima di uscire con la Swift diretto a Monterotondo.

La tragedia si è consumata su un tratto rettilineo e apparentemente privo di pericoli. Senza testimonianze dirette - le indagini sono dei carabinieri - si è potuto capire solo la traiettoria degli ultimi metri, prima dell’impatto col terrapieno rivestito di cemento.

Il referto del medico legale ha convinto la Procura dell’inutilità dell’autopsia, così da poter subito restituire la salma alla famiglia per il funerale, celebrato già nel primo pomeriggio di ieri alla chiesa della Misericordia di piazza Manzoni.

La notizia della morte di Bargagli ieri mattina ha fatto rapidamente il giro della città, tanto che alla cerimonia funebre c’era davvero un mare di gente.

La maglia giallonera di Bargagli, la numero 14, coperta di firme dei compagni, era adagiata sulla bara e in chiesa, in prima fila con i genitori c’erano i compagni di squadra, i dirigenti, i ragazzi delle giovanili con indosso la divisa della società.

Tutti lì, in silenzio, con gli occhi gonfi, sprofondati nell’incubo di una tragedia che resterà senza spiegazioni.

Poi dopo le esequie la salma è stata portata al cimitero, in attesa della tumulazione, prevista per oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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