Il Tirreno

Rimigliano, dagli archivi nuove picconate al piano

di Paolo Federighi

Bertini (Forum): ecco i documenti che rimettono in discussione la relazione tecnica degli uffici comunali sugli edifici presenti nella tenuta

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SAN VINCENZO. Nuovo episodio nel caso della variante al regolamento urbanistico per la Tenuta di Rimigliano. Nicola Bertini, della lista di minoranza del Forum ha dichiarato di aver scoperto, attraverso una ricerca nell’archivio comunale sanvincenzino, l’esistenza di pratiche relative a fabbricati esistenti nella Tenuta che, a suo dire, non sarebbero state riportate nella relazione del dirigente comunale in occasione delle controdeduzioni alle osservazioni al piano presentate dalla Regione.

Per Bertini, il dirigente del settore urbanistica avrebbe fondato i titoli di legittimità degli edifici sul fatto che non esisterebbero agli atti del Comune, come dichiarato dallo stesso dirigente nella sua relazione, pratiche edilizie relative ai fabbricati presenti nella Tenuta e che non ve ne sarebbe stata necessità di istruirli prima del 1967. Per dimostrare l’esistenza di tali edifici anteriormente al 1967, a detta di Bertini, il dirigente comunale si sarebbe servito di testimonianze orali. Ma secondo il capogruppo del Forum, a San Vincenzo farebbe fede una disposizione del 1939 del Comune di Campiglia – Comune di cui, fino al 1949, faceva parte San Vincenzo – che richiedeva pratiche edilizie sia in città che in campagna, e che il Comune di San Vincenzo avrebbe fatto proprio dal 1949, anno di nascita del Comune costiero.

Se non esistessero altre pratiche edilizie dell’epoca, secondo Bertini, la conseguenza sarebbe che molti fabbricati della Tenuta, per i quali è prevista la conversione in case, sarebbero abusivi e non potrebbero essere né sanati né convertiti in abitazioni. «Nella relazione esplicativa a firma del dirigente comunale – sostiene Bertini – si afferma che, dall’esame di foto del 1954 e del 1976 e da testimonianze orali, si evince che tutti i fabbricati censiti sono precedenti al 1967. Ci dobbiamo fidare delle sole testimonianze, perché le foto non certificano la presenza d’un fabbricato anni prima, e soprattutto perché, sempre secondo la relazione del dirigente, si dice che non sono presenti negli atti del Comune pratiche edilizie in merito. Non ci sarebbero quindi pratiche edilizie – prosegue Bertini – per le decine di case, stalle, pollai, fagianaie e tettoie rinvenute nella Tenuta di Rimigliano dai tecnici».

Invece, almeno tre sono le pratiche edilizie scoperte da Bertini relative alla Tenuta di Rimigliano, risalenti agli anni ’50 e ai primi anni ’60. Ritrovamento che smentirebbe quanto affermato nella relazione tecnica del Comune. «Facendo una semplice ricerca in archivio – sostiene il capogruppo del Forum – si scopre che prima del 1967 sono state presentate numerose pratiche sia in paese che in campagna. Questo è già un dato sufficiente a dimostrare come l’argomento per cui gli edifici censiti nella Tenuta sarebbero legittimi, perché privi di pratica edilizia, sia privo di fondamento. Anche prima del ’67 era necessario, per costruire o modificare un edificio, istruire una pratica. Infatti – prosegue – se ne contano, a solo nome Della Gherardesca, ben nove tra il 1952 e il 1964, di cui tre fanno riferimento alla Località Rimigliano, ossia alla Tenuta. Facendo un rapido controllo nell’archivio di Campiglia, saremmo forse in grado di reperire altre domande comprese tra il 1939 e il 1949, stabilendo quali siano gli edifici regolari e quali quelli abusivi».

Bertini conclude chiedendo perché questi controlli non sono mai stati fatti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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