La manifestazione
Lavori slittati per le norme antisismiche
L’assessore ai lavori pubblici Francini: «Riadattando le officine si prevede un risparmio di risorse»
PIOMBINO. C'è un adeguamento alle norme antisismiche dietro lo slittamento dell'inizio dei lavori del nuovo polo culturale di piazza Manzoni.
«Un adeguamento – sottolinea Lido Francini, assessore ai lavori pubblici – che è ben successivo rispetto alla nostra approvazione del progetto esecutivo del polo, datato al 28 maggio del 2010 e che appunto per questo cambia i nostri piani».
L'originario progetto, spiega l'assessore, era stato infatti redatto secondo una vecchia norma del ministero delle infrastrutture che imponeva alle costruzioni di uso pubblico un «miglioramento» di questo genere di regole.
Successivamente, però, lo stesso ministero, intervendo su un decreto del 2008 relativo esplicitamente al rischio sismico del patrimonio culturale, ha attuato una nuova normativa.
È a questo punto che alla parola «miglioramento» va a sostituirsi «adeguamento», con conseguente modifica dei criteri di calcolo per la stabilità e robustezza delle costruzioni, diventati notevolmente più stringenti.
«Proprio questa nuova normativa – specifica l’assessore ai lavori pubblici Francini – risale al febbraio del 2011, quindi a molto tempo dopo la redazione del nostro progetto, che adesso diventa necessariamente da rivedere, nonché da rivalorizzare in termini economici».
Se la prima stesura prevedeva infatti la demolizione delle officine, il proposito adesso è quello di conservarle per riadattarle «in maniera interessante».
La cosa prevede un risparmio di risorse parallelo tale da compensare i costi per il potenziamento delle strutture portanti: fra tutte quelle dell'archivio storico, che sarà posto al primo piano e che per sua stessa natura è uno degli ambiti più pesanti dell'intera struttura. Secondo il progetto originario, il costo complessivo del primo lotto dei lavori del polo (quello che sarebbe dovuto cominciare più di un mese fa, ma che è stato appunto rimandato in seguito a queste novità normative) era di 3.786.849,26 euro. Di questi 2.259.520,36 per opere architettoniche, 829.383,03 per le opere strutturali e il resto da dividersi in impianti meccanici, impianti elettrici e speciali, più circa 163 mila euro di oneri aggiuntivi per la sicurezza. Le risorse necessarie sono state prevalentemente reperite dal Comune tramite un mutuo di 3 milioni e 600 mila euro, con il resto affidato a vari capitoli del bilancio interno dell'amministrazione.(m.m.a.)
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