Il Tirreno

La promessa di Rossi, altri 20 milioni per Campo

di Luca Centini
La promessa di Rossi, altri 20 milioni per Campo

I fondi della Regione serviranno per ridurre al minimo il rischio idraulico, ma per i risarcimenti i privati devono sperare in un ravvedimento del governo

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MARINA DI CAMPO. La notizia buona sono gli altri 20 milioni che, sommati ai 10 già stanziati, la Regione si è impegnata a stanziare per l’Elba e in particolare per mettere in sicurezza la zona di Marina di Campo, con l’obiettivo di ridurre il rischio idrogeologico. Quella meno buona è che da Firenze non ci sono le risorse per risarcire i danni dei privati, stimati in circa 60 milioni. Quei soldi, o almeno una parte, dovranno arrivare dal governo che, dal 7 novembre ad oggi, non ha versato neanche un centesimo. Ed è comprensibile, quindi, che quando il presidente della Regione Enrico Rossi lo ha comunicato nella sala gremita di campesi alluvionati, qualche mugugno s’è sentito. Eccome se si è sentito.

C’era tanta gente, ieri, al Consiglio comunale aperto che si è tenuto all’hotel Barcarola di Marina di Campo, al quale il sindaco Vanno Segnini ha voluto invitare il presidente della Regione Rossi, oltre all’assessore provinciale Catalina Schezzini, il prefetto Domenico Mannino e la responsabile della Protezione civile, Anna Sargentini. In pratica tutti coloro che, dal giorno dell’alluvione ad oggi, collaborano con il commissario straordinario Rossi per dare fiato alle opere di ricostruzione, che il paese spera di veder completate entro Pasqua. «Tanto abbiamo già fatto e Marina di Campo è un altro paese rispetto ai giorni dell’alluvione – ha detto il sindaco – ma tanto c’è ancora da fare».

In piedi entro Pasqua. La Regione ha già versato 10 milioni per i primi 19 interventi a Marciana e a Campo di riduzione del rischio idraulico. Altri sono stati effettuati e stanno per partire con l’impegno del Comune e della Provincia. «Gli interventi sono in parte completati, altri sono in corso, altri ancora partiranno in tempi rapidi – ha spiegato Enrico Rossi – ma non bastano per mettere al sicuro questo territorio». A tale proposito il presidente ha annunciato l’intenzione della Regione di versare altri 20 milioni, destinati alla messa in sicurezza idraulica.

Il progetto. «Abbiamo visto venire giù dal monte e dai corsi d’acqua sedimenti pesantissimi, che hanno distrutto tutto quello che hanno incontrato». Ed è per impedire che l’evento possa ripetersi che la Regione darà il via, presumibilmente entro l’anno, il progetto da 20 milioni per la messa in sicurezza, attraverso riforestazione, interventi di ingegneria ambientale e casse di esondazione lungo i fossi degli Alzi (12 milioni), Bovalico (4) e Staccioli (4). Gli interventi si dovrebbero completare, secondo quanto dichiarato da Rossi, nel 2013. Un altro intervento, da un milione, potrebbe arrivare in seguito all’accordo tra Regione e Parco e consisterà in una riforestazione del territorio.

E i privati? «La Regione ha raschiato il barile e non intende modificare la lista delle priorità». Rossi non poteva essere più chiaro di così. Il risarcimento dei privati danneggiati, presenti alla riunione di ieri proprio per questo motivo, dovranno sperare in un ravvedimento del governo che, per adesso, si è limitato solo ad emanare il decreto con tre mesi di ritardo senza versare un euro per la ricostruzione. «Capiamo le difficoltà del momento – ha detto Rossi – ma non se la possono cavare così». Segnini ha confermato che il danno stimato ai cittadini, sia privati che aziende, si aggira intorno ai 60 milioni. «Incito il prefetto Mannino a rappresentare al governo la situazione di sofferenza dell’Elba. Cosa che farò anch’io – commenta Rossi – E se non saremo ascoltati l’Elba deve prendere il treno per Roma e andare davanti a Palazzo Chigi e al Parlamento per chiedere che lo Stato faccia la sua parte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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