Il Tirreno

Unione dei Comuni, la chiusura entro marzo

di Luca Centini
Unione dei Comuni, la chiusura entro marzo

Attesa per il decreto che assegnerà le competenze e il personale dell’ente Agli otto Comuni la patata bollente dei vecchi contenziosi sulla gestione idrica

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Entro la fine del mese l’Unione dei Comuni si dissolverà e, a meno di imprevisti, l’eredità dell’ente sarà raccolta dai Comuni, Provincia e dal Consorzio Alta Maremma. Questa, in sintesi, è la base del piano di successione che il commissario straordinario Gabriele Orsini ha presentato alla Regione lo scorso 30 gennaio. Ieri Orsini si è recato di nuovo a Firenze, negli uffici dell’assessorato regionale agli enti locali, per consegnare le integrazioni richieste dagli uffici fiorentini al piano presentato a inizio anno. Il passo è propedeutico all’emanazione del decreto regionale che sancirà la successione dell’ente, che deve fare i conti con un buco finanziario importante (solo un anno fa vicino a 4 milioni di euro) anche se - è facile prevedere - il percorso non sarà privo di ostacoli. È presumibile, infatti, che i contenuti del piano apriranno nuovi scenari polemici.

Il documento in mano alla Regione non è nient’altro che l’eredità dell’ente elbano, che sarà spolpato di ogni sua competenza, del personale e, rovescio della medaglia obbligato, dei tanti problemi che si sono accumulati negli anni.

Il primo passo, quanto mai delicato, che ha compiuto il commissario Orsini è individuare chi dovrà farsi carico dei vecchi contenziosi relativi alla gestione idrica, a partire da Cae (Consorzio acquedotto elbano), passata quindi alla Comunità montana, a Cigri ed infine ad Asa. In ballo ci sono i soldi che l’Unione non ha mai riscosso per la cessione degli impianti ad Asa, a cui si aggiungono vecchie passività ed a cui fanno da contraltare i mutui mai versati da Asa, legati al logo Cigri. A prendersi il pacchetto saranno gli otto Comuni elbani e non solo i sei compresi dall’Unione. E, sebbene il bilancio tra attivi e passività penda dalla parte dei Comuni, è facile pensare che non tutti gli enti saranno contenti di prendersi sulle spalle il pacchetto.

Se i Comuni avranno a che fare con i residui della gestione idrica, sarà la Provincia a farsi carico delle funzioni di forestazione e della difesa del suolo. Le attività di bonifica dei fossi saranno invece assorbite dal Consorzio Alta Maremma, con sede a Venturina.

Discorso a parte lo merita il riposizionamento del personale attualmente a carico dell’Unione. Il commissario ha lavorato affinché la maggior parte del personale potesse essere assorbito dagli enti attivi sul territorio e di limitare al minimo i trasferimenti. I cinque operai, più un impiegato della bonifica passeranno in automatico al Consorzio Alta Maremma e stazioneranno sull’Elba, la Provincia assorbirà i 17 operai forestali, il resto, a parte qualche pensionamento, sarà rilevato da altri enti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa