Mola, via alla sistemazione dopo l’ultimo incendio
Il Parco interviene per potare cespugli, canneti e ripulire i fossi nell’area umida Ma il Wwf denuncia il degrado: rinvenuti rifiuti anche sotto i cartelli di divieto
PORTO AZZURRO. I cespugli sono tagliati, così come i canneti, e i fossi sono stati puliti, ma i lavori non sono finiti. Sulla zona umida di Mola il colpo d’occhio è cambiato rispetto a quello di alcuni giorni fa.
Il Parco, come aveva annunciato, ha iniziato i lavori di manutenzione ma sono emersi dal terreno rifiuti e detriti che insieme agli sfalci delle potature sono stati prelevati in parte, mentre alcuni per ora sono restati a testimonianza dello stato di abbandono in cui è stata fino a pochi giorni fa la zona.
La segnalazione arriva dal Wwf che denuncia come a Mola siano presenti rifiuti di vario genere soprattutto nelle aree facilmente raggiungibili dalle strade.
I lavori di risistemazione sono iniziati da qualche giorno, subito dopo l’incendio che ha distrutto parte dei camminamenti in legno. «Si tratta di una prima pulizia della zona – ha spiegato il presidente pro tempore del Parco nazionale, Angelo Banfi – con particolare attenzione ai camminamenti, ai ponticelli, alle zone di raccolta di acqua, alle costruzioni presenti».
Parte dei detriti e rifiuti sono stati prelevati dall’amministrazione di Porto Azzurro che in questo modo ha collaborato al progetto, anche se la rimozione di tutta la spazzatura venuta alla luce sarà completata nei prossimi giorni.
Proprio su questi rifiuti che sono stati ripresi e documentati, si attesta l’attenzione dell’associazione del Panda. «Sono incompatibili con il rispetto di un’area umida – affermano – ci sono depositi di laterizi, plastiche, batterie esauste che sono state abbandonate con forte spregio proprio sotto i cartelli che ammonivano sul divieto di abbandono dei rifiuti».
Il Wwf ha documentato anche alcune imbarcazioni abbandonate sulla battigia di cui ha intenzione di chiedere la rimozione alle autorità competenti. Intanto l’intervento previsto dal Parco sta procedendo, e l’ente prevede appena terminata la manutenzione, di sistemare anche quanto distrutto dall’incendio, ma i tempi saranno più lunghi. Il sopralluogo da parte dei tecnici dell’ente è già stato fatto.
«Dovrà ora essere predisposta una perizia per valutare i costi e poi procedere a reperire i fondi necessari – continua Banfi – vedremo di fare l’intervento nel più breve tempo possibile».
Intanto l’ente procederà ad una precisa rilevazione dell’ambiente e delle strutture che lo contraddistinguono per procedere ad un precisa cartografia della zona.
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