Il Tirreno

Tassa di soggiorno, da aprile si comincia a pagare

di Paolo Federighi
Tassa di soggiorno, da aprile si comincia a pagare

San Vincenzo: le opposizioni protestano, ma la maggioranza approva il regolamento e le tariffe in consiglio comunale

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SAN VINCENZO. Nonostante le evidenti contrarietà delle opposizioni - che richiedevano il rinvio del voto - in consiglio la maggioranza ha approvato il regolamento della tassa di soggiorno, rendendola effettiva dal prossimo 1° aprile e fino al 31 ottobre.

Quanto si paga. Il Comune applicherà un'imposta compresa tra 0,50 e 2,50 euro al giorno per persona, con riferimento alla tipologia delle strutture. Per alberghi, campeggi, residence e agriturismo, la misura è definita in rapporto alla classificazione, rispettivamente in "stelle", "chiavi" e "spighe". Si va da un minimo di 0,50 euro al giorno per una stella, spiga o chiave, a 2,50 euro per cinque stelle, chiavi o spighe. Nel caso delle seconde case, varrà il numero dei locali: un monolocale sarà considerato per una persona, un bilocale per due e un trilocale per 3 o 4. Questo, vista la dichiarata impossibilità di controlli sul numero effettivo di persone resa pubblica in consiglio dall'assessore al turismo Massimo Nannelli. Si profila, per le seconde case, una gestione alquanto difficile (oltre la metà delle 8.000 abitazioni è costituita da seconde case).

Esenzioni. Saranno esentati dal pagamento della tassa i bambini fino a 12 anni, i diversamente abili ed un loro accompagnatore, i cosiddetti "trasfertisti" e chi soggiorna nelle strutture ricettive per ragioni di lavoro, i soggetti colpiti da provvedimenti pubblici o giudiziari, in situazioni di emergenza conseguenti a calamità o per soccorso umanitario. Durante la seduta, alcuni consiglieri di opposizione hanno previsto un boom dell'evasione sulla tassa di soggiorno, soprattutto tra i proprietari di seconde case. «Sono sicuro che sarà un'estate piena di dodicenni e di trasfertisti» ha detto il capogruppo del Forum Bertini.

Destinazione dell'imposta. Le minoranze hanno protestato per il fatto che nel regolamento si dice che il gettito dell'imposta è destinato a finanziare «direttamente o indirettamente» gli interventi per il turismo, la manutenzione, la fruizione e il recupero dei beni culturali ed ambientali, oltre ai servizi pubblici locali. Questi ultimi sono sintetizzati nel regolamento in un elenco «non esaustivo», terminologia che ha suscitato ulteriori proteste. «Insomma - ha detto Davide Lera di San Vincenzo per tutti - si può sapere dove andranno esattamente i soldi? Dicendo in questo modo vago, mi fate capire che andranno dove vi parrà». Fra le destinazioni riportate si trova la gestione del sistema dei parchi, dei musei e delle aree protette, eventi promozionali che favoriscano flussi turistici, ristrutturazione e adeguamento delle strutture e dei servizi destinati al turismo, manutenzione e recupero dei beni culturali, paesaggistici, urbani e ambientali, cofinanziamento di interventi promozionali in collaborazione con Regione ed enti locali, incentivazione di progetti che favoriscano il soggiorno di giovani, famiglie ed anziani. «La tassa è giusta - ha detto il consigliere di maggioranza Riccardo Giommetti, attirandosi le proteste di alcuni operatori presenti – perché è giusto che i turisti contribuiscano a pagare i servizi per il turismo, ma sarebbe ancora più giusto che a pagare per i servizi fossero gli operatori turistici».

Responsabili dei controlli e della riscossione. Sarà tutto affidato ai gestori delle strutture ricettive, i quali dovranno compiere i controlli sulla documentazione presentata dai clienti e versare al Comune, entro 15 giorni dalla fine di ogni mese, le somme riscosse per la tassa di soggiorno. Sanzioni fino a 500 euro saranno applicate nei confronti di violazioni commesse dai soggetti passivi d'imposta e dai gestori delle strutture

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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