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Meno rondini, più allergie

Meno rondini, più allergie. Non è un rapporto diretto, certo una constatazione con effetti non positivi sulla qualità dell’ambiente e della salute. Un toscano su cinque, già da questi giorni, sta...

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Meno rondini, più allergie. Non è un rapporto diretto, certo una constatazione con effetti non positivi sulla qualità dell’ambiente e della salute. Un toscano su cinque, già da questi giorni, sta vivendo momenti difficili a causa di una serie di piccoli disturbi quali occhi arrossati, raffreddore, attacchi d’asma. Uno stato di salute precario che si riflette sulla vita quotidiana, il lavoro, i rapporti interpersonali. La colpa è dei pollini, minuscoli granuli rilasciati dalle piante in fioritura e trasportati dal vento e dagli insetti. Una volta nell’aria, entrano in contatto con occhi, naso e bronchi della persona scatenando in soggetti predisposti la reazione allergica. Sotto accusa sono le graminacee, l’ambrosia e fra gli alberi la betulla, il nocciolo, il cipresso, l’olivo, la quercia, l’olmo ed il frassino.

Nei bambini allergici, questa situazione – secondo Oliviero Rossi, dell’azienda ospedaliero universitaria Careggi – Firenze – può determinare difficoltà d’apprendimento e basso rendimento scolastico. Sul piano della prevenzione, è invece importante cercare d’evitare il contatto con il polline, restando per quanto possibile in luoghi chiusi fino al pomeriggio, chiuse pure finestre dell’auto e dell’abitazione, farsi la doccia quando si rientri in casa, indossare occhiali da sole, evitare di stare all’aperto nelle giornate ventose.

Per i pazienti affetti da rinite allergica, quando il trattamento sintomatico sia insufficiente, abbia effetti collaterali o quando non sia possibile assumerli, utile è il ricorso all’immunoterapia con allergeni. Oltre all’ iniezione sottopelle, è praticabile la via sub-linguale in forma d gocce o di compresse, per l’allergia alle graminacee. Per trarne il massimo vantaggio, necessario è allora iniziare il trattamento circa quattro mesi prima della stagione pollinica e protrarla per tutta la sua durata.

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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