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SIDERURGIA

Lucchini, i soldi del piano disponibili dopo il 21 marzo

Lucchini, i soldi del piano disponibili dopo il 21 marzo

PIOMBINO. Il piano di ristrutturazione della Lucchini sarà operativo, se non ci saranno reclami alla Corte di Appello di Milano, il 21 marzo. Solo dopo quella data, dunque, saranno concretamente...

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PIOMBINO. Il piano di ristrutturazione della Lucchini sarà operativo, se non ci saranno reclami alla Corte di Appello di Milano, il 21 marzo. Solo dopo quella data, dunque, saranno concretamente disponibili i finanziamenti provenienti dalla vendita di Ascomental (331 milioni di cui 110 saranno trattenuti dalla banche creditrici) e sarà possibile la vendita dello stabilimento di Bari (incasso previsto 5,5 milioni) e del palazzo di vetro, sede della direzione di Brescia (7,1 milioni).

Come previsto dall’omologa, 68 milioni saranno inoltre disponibili per il pagamento del debito patologico accumulato dalla Lucchini con imprese d’appalto e fornitori.

Come noto il debito di 733 milioni contratti della Lucchini con le banche sarà dilazionato in sei anni (scadenza 31 dicembre 2017) con il pagamento delle prima rata semestrale di 25 milioni a partire dal giugno 2015. Il pagamento degli interessi è previsto nel 2013, qualora la disponibilità della Lucchini superi i 130 milioni. La Lucchini dovrà anche pagare il debito commerciale di 48 milioni per la fornitura delle materie prime da parte della Severstal.

Il tribunale di Milano ha tuttavia espresso «un giudizio di ragionevolezza sul piano industriale», che prevede nel biennio 2012-2014, circa 272 milioni di investimenti. Si ritiene così possibile che il piano e la ripresa del settore siderurgico possano consentire alla Lucchini di ottenere un margine operativo lordo positivo già quest’anno e prevedere un forte aumento nel 2013. Questo grazie anche l’affidamento di una nuova linea di credito per 47 milioni. Ciononostante il piano omologato prevede nel 2014 il termine utile per trovare un nuovo acquirente. Da parte loro Severstal e Mordashov, si sono impegnati, con procura irrevocabile, a cedere il Gruppo a Banca Imi per un euro o all’eventuale prezzo superiore offerto.

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