Sicurezza
«A rischio l’investimento a Rimigliano»
Berrighi lancia l’allarme dopo lo stop della Regione. Il sindaco si affida ai legali per valutare la legittimità della delibera
SAN VINCENZO. L’assessore regionale Anna Marson non commenta, il sindaco Michele Biagi affila le armi e si prepara a dare battaglia legale, Nicola Bertini del Forum esulta, l’imprenditore Maurizio Berrighi lancia l’allarme: «Ora il nostro investimento è davvero a rischio». C’è tensione a San Vincenzo dopo la decisone della giunta regionale di rinviare all’esame della commissione paritetica interistituzionale la variante urbanistica della Tenuta di Rimigliano. Che significa un nuovo stop di diversi mesi e una probabile ulteriore revisione del progetto per la realizzazione di 120 appartamenti e un hotel di 6.000 metri quadrati per 75 camere nella tenuta di 560 ettari lungo la via della Principessa.
La proprietà. Quella tenuta finita nel fallimento della Parmalat e acquistata all’asta nel 2004, per 23 milioni, più 7 di debiti, dalla società Rimigliano degli imprenditori Piero Antinori, Gioia Falk, Enrico Pecci e Maurizio Berrighi. «Da parte mia c’è soprattutto una grande delusione – dice Maurizio Berrighi – perché un progetto sia approvato da tutti ci vogliono otto anni e alla fine non si decide nulla, questa è la mummificazione della Toscana. Come fa un investitore che tira fuori milioni ad aspettare otto anni e non essere ancora a nulla? È chiaro che con questo nuovo rinvio l’investimento è a rischio. Adesso valuteremo la cosa con gli altri soci della Poggettino e vedremo».
Il sindaco. Michele Biagi cerca a stento di mantenere la calma, ma non riesce a digerire questa bocciatura da parte della giunta regionale del lavoro di sei anni condotto da lui e dai tecnici del Comune sanvincenzino. «Nella delibera della giunta regionale – dice il sindaco – si parla di possibili incoerenze fra la nostra variante urbanistica e il Piano d’indirizzo territoriale. Possibili incoerenze – rimarca – mi sembra un’affermazione grave, qui si mette in discussione un progetto serio senza essere nemmeno sicuri che ci siano delle incoerenze».
Non è ancora ben chiaro, poi, quale sia all’atto pratico la contestazione all’atto approvato dal Comune. «Bisognerebbe chiederlo alla Marson – sbotta Biagi – da quanto abbiamo capito, viene contestato il modo in cui si recuperano le volumetrie, mentre il dimensionamento del piano non sarebbe in discussione».
Un fiume in piena. Ricorda che il Piano per Rimigliano è nato nel 2005 in accordo con la Regione per emendare la precedente previsione, approvata quando la proprietà era ancora di Callisto Tanzi, che vedeva nella tenuta la realizzazione di una residenza turistico-alberghiera di 18mila metri quadrati con un’occupazione complessiva di venti ettari di terreni agricoli. «Oggi la Regione – dice Biagi – sostiene che gli atti che hanno consentito il definitivo annullamento di quel villaggio turistico adiacente al viale dei Cavalleggeri, atti seguiti passo dopo passo in sinergia da Comune, Provincia e Regione, presentano elementi di contrasto col Pit. Questa è lo strano paradosso che consente a qualcuno di sbandierare come un successo, o peggio come un atto dovuto, la deliberazione della giunta regionale di adire alla conferenza paritetica. È invece la sconfitta del buon senso e del fare bene nel totale interesse pubblico».
Legali al lavoro. «Noi possiamo aver sbagliato e se così fosse me ne prenderò la responsabilità – dice ancora Biagi – ma a questo punto verificheremo fino in fondo la legittimità della delibera della Regione e mi difenderò anche se ci vorranno mesi». Il prossimo passo del Comune, come anticipa il sindaco, sarà appunto quello di mettere in piedi un pool di legati composto dall’avvocato Renzo Grassi e dagli specialisti in materia urbanistica dello studio Gracili di Firenze, per verificare la legittimità della delibera che stoppa il piano e, se ce ne saranno gli estremi,impugnare la delibera regionale aprendo di conseguenza un contenzioso ancora più vasto e complicato.
L’opposizione. Chi esulta, intanto, è Nicola Bertini, capogruppo del Forum del centrosinistra principale oppositore al piano. «Abbiamo accolto con viva soddisfazione – spiega Bertini – la notizia giunta da Firenze. Ciò dimostra che la giunta è stata più forte di ogni pressione da parte di una frangia del Pd e del Comune di San Vincenzo. Cosa mi aspetto? Che la Regione faccia valere atti e documenti affinché si possa far chiarezza sulla montagna di incongruenze e di assurdità del piano, come la trasformazione di voliere e pollai in future abitazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
