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Tassa sugli aerei, meno scali all’Elba Appello a Monti

Tassa sugli aerei, meno scali all’Elba Appello a Monti

MARINA DI CAMPO.   L’Elba teme di vedere volar via gli aerei da turismo. Il governo Monti ha fatto marcia indietro sulla tassa di stazionamento delle barche, trasformandola in un’imposta di possesso,...

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MARINA DI CAMPO.   L’Elba teme di vedere volar via gli aerei da turismo. Il governo Monti ha fatto marcia indietro sulla tassa di stazionamento delle barche, trasformandola in un’imposta di possesso, ma sui proprietari degli aerei il balzello, previsto dalla manovra, rimane immutato. Nessun dietrofront. Il salasso ha fatto allontanare diversi piloti. Negli uffici di AlaToscana, la società che gestisce lo scalo della Pila, sono già pervenute un bel po’ di disdette. Fra i mancati arrivi e le future rinunce i numeri potrebbero salire. Il rischio è che l’aeroporto interrompa il suo trend positivo, come ha confermato un mese fa al nostro giornale l’amministratore unico di AlaToscana Claudio Boccardo. «Siamo molto preoccupati – ribadisce Boccardo – perché è un danno enorme. Questa tassa ha una giusta finalità, ma non è ben concepita: i velivoli tassabili sono circa mille e il gettito sarebbe di poco superiore ai 3,5 milioni di euro, ben lontano dalla stima dei tecnici del governo». A testimoniare la gravità della situazione c’è la lettera dell’assessore regionale ai trasporti, Luca Ceccobao, inviata al ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, e al collega al turismo Piero Gnudi. «Questa normativa – scrive Ceccobao – può determinare pesanti ripercussioni su alcuni aeromobili e sull’industria turistica. Nel caso della Regione Toscana a preoccupare particolarmente sono i riflessi negativi sull’Isola d’Elba, meta di turisti europei che raggiungono con i propri velivoli l’aeroporto di Marina di Campo». «Considerato che è in pieno svolgimento la programmazione della stagione estiva – continua Ceccobao – appare necessario affrontare con urgenza la reale portata della normativa, che rischia di dirottare il traffico turistico straniero verso altri paesi che non presentano tale imposta». La tassa va da 1,50 euro al chilo per gli aerei più leggeri di una tonnellata, fino a ai 7,55 per quelli di oltre 10mila kg. Dal pagamento non sono esenti i turisti stranieri: basta che si fermino per più di 48 ore sul suolo italiano che anche a loro sarà chiesto di aprire il portafogli. Per questa ragione, l’assessore ai trasporti della Regione propone ai ministri una tassazione alternativa. «Nel caso di aeromobili stranieri di proprietà di cittadini non italiani – dice Ceccobao – la permanenza sul territorio nazionale senza applicazione dell’imposta potrebbe essere estesa dalle attuali 48 ore a 120-180 giorni annui, rendendo così possibili sia soggiorni turistici che eventuali attività di manutenzione dei velivoli nel nostro paese». Boccardo è d’accordo con l’assessore regionale. «Stiamo regalando i turisti a Corsica e Croazia – dice – per altro con un metodo di tassazione curioso, che riguarda solo le persone fisiche e non le società proprietarie di aerei. In un certo senso possiamo dire che l’imposta colpisce solo la fascia più povera fra i possessori di aeromobili».

(S.T.)

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