Attenzione
Rimigliano, stop della Regione al piano per case e hotel
Contestata la variante urbanistica approvata dal Comune, gli atti rinviati all’esame della commissione paritetica interistituzionale
SAN VINCENZO. Il braccio di ferro istituzionale sul futuro urbanistico della Tenuta di Rimigliano lo vince, almeno per ora, l’assessore regionale Anna Marson. La giunta guidata dal governatore Enrico Rossi, ieri sera, ha infatti deciso all’unanimità di rinviare gli atti relativi alla variante urnabistica di Rimigliano all’esame della conferenza paritetica interistituzionale.
È stata così accolta l’ipotesi di un contrasto fra le previsioni urbanistiche approvate dal consiglio comunale sanvincenzino nell’ottobre scorso - per la realizzazione di villette e un hotel nella tenuta - e i contenuti del Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione. Ipotesi sostenuta appunto dalla titolare regionale dell’urbanistica e contro la quale si è battuto fino all’ultimo il sindaco Michele Biagi.
La giunta regionale, rinviando il piano per Rimigliano alla conferenza paritetica ha di fatto sospeso l’entrata in vigore della variante urbanistica a poche ore dalla scadenza della pubblicazione degli atti sul Bollettino ufficiale (Burt). Per decidere di ricorrere alla conferenza paritetica, la giunta Rossi si è avvalsa anche del parere dell’Avvocatura della Regione che – spiega una nota della giunta – «ha confermato i profili di contrasto tra le previsioni del Comune e i contenuti del Pit, in particolare con quelli della “Scheda paesaggio 23” relativa alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Val di Cornia».
«Si tratta di una procedura normale – afferma il presidente Enrico Rossi – attivata con lo scopo di trovare una soluzione condivisa con il Comune. La delibera – prosegue – va nella logica della condivisione e della maggiore tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici dell’area e del suo carattere rurale».
Deluso e amareggiato il sindaco Michele Biagi che vede rimesso in discussione, e adombrato di sospetti, il lavoro suo e dei suoi tecnici durato oltre sei anni. «Per me – dice a caldo – di conferenze paritetiche se ne possono convocare anche duecento, noi siamo convinti della validità del nostro piano e della coerenza sia col Pit che col Piano provinciale (Ptc). Per risolvere la diversità di opinioni con l’assessore Marson avevo anche proposto di attivare un protocollo d’intesa e un tavolo di confronto che verificasse passo per passo l’attuazione del progetto, tutto in un’ottica di collaborazione. Ma la Regione – dice ancora Biagi – vuole la paritetica e noi non possiamo che accettare, anche se restiamo convinti che non esistono incoerenze fra il nostro piano e il Pit ».
Una convinzione che spinge Biagi a ipotizzare ulteriori capitoli di questo contenzioso fra istituzioni. «Adesso con i nostri legali – dice – esamineremo le motivazioni contenute nella delibera della giunta regionale e se non saranno convincenti o legittime per convocare la conferenza paritetica, tutelerò in ogni modo l’operato del Comune».
Insomma, Biagi non lo dice, ma uno dei possibili sviluppi di questa complessa vicenda potrebbe vedere il Comune di San Vincenzo impugnare la delibera dell’esecutivo regionale aprendo così una querelle che potrebbe dilatare ancora di più i tempi di questa vicenda.
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