Il Tirreno

«La Toremar privata può sostenere i costi senza alzare i prezzi»

«La Toremar privata può sostenere i costi senza alzare i prezzi»

Il sindaco Peria critico: troppi errori sui trasporti marittimi, l’Elba deve pretendere che non si tocchino ancora le tariffe

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PORTOFERRAIO. «Dobbiamo pretendere, anche con l’aiuto della Regione, che la nuova Toremar non aumenti i biglietti e chiedere responsabilità anche ai vettori privati». Il sindaco di Portoferraio Roberto Peria non vuole sentir parlare di riequilibrio del contratto di servizio, né di nuovi rincari dei biglietti dei traghetti.

Le parole spese dal presidente dell’ex compagnia pubblica, Angelo Roma, relative a un possibile - e corposo - aumento delle tariffe dovuto ai rincari del carburante e alla nuova normativa Iva sono state un fulmine a ciel sereno.

Le associazioni di categoria hanno accusato il colpo, reso più duro dalla presa di posizione delle altre due compagnie attive sulle banchine di Portoferraio, che non hanno escluso rincari già a partire da questa estate. Ma l’evoluzione della vicenda non ha convinto il primo cittadino di Portoferraio: «non mi si venga a dire che, con il cospicuo contributo statale e regionale che percepisce la Toremar privatizzata – commenta Peria – non si riesce ad assorbire l’incremento del costo del carburante o l’aumento dell’Iva. Se si privatizza, si opera in tal senso per aumentare l’efficienza e quindi per riuscire a garantire anche il rischio di un incremento dei costi generali».

Il massaggio di Peria è chiaro: l’aumento dei costi di gestione non dovrà ricadere solo sui turisti e i residenti. Ma la critica del sindaco è più profonda e mette in discussione tutto il sistema dei collegamenti marittimi. «Il rischio degli aumenti è solo l’ultimo capitolo di una stagione non felice per l’isola, anche per l’incapacità di proporre all’esterno una visione unitaria dei servizi strategici – precisa il sindaco di Portoferraio – di errori ne sono stati fatti molti, a partire dalla “messianica attesa” per la terza compagnia per poi scoprire che era, con tutto il rispetto, un pannicello caldo. Altro errore è stato confidare nella soluzione che ci avrebbe fornito il Garante con il suo parere». Per il sindaco lo scenario che si è creato è un servizio di continuità territoriale garantito dalle «corse Toremar sovvenzionate – dice Peria – e che, nell’ambito dei principi di concorrenza, gli armatori possono operare anche solo nel periodo estivo, senza la necessità di garantire servizi invernali, come prevedeva il regolamento dell’Autorità portuale».

La critica è chiara. Secondo Peria il nuovo scenario, in cui si è inserita la privatizzazione di Toremar, fa in modo che vi siano più navi d’estate, ma il rischio di un servizio depotenziato in inverno. «Prima era diverso, avevamo una compagnia pubblica e un privato (Moby) che senza contributi stava in equilibrio garantendo in aggiunta un numero elevato di corse invernali a vantaggio della popolazione, proprio puntando sull’efficienza e sul contenimento dei costi» (lu.ce.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web