Sicurezza
«Asa sta continuando a investire»
L’azienda replica a Legambiente sui dati delle dispersioni dell’acquedotto
PIOMBINO. All’Asa non sono piaciute le dichiarazioni di Adriano Bruschi (Legambiente) sulle questioni legate agli sprechi d’acqua connessi alle dispersioni: per l’Asa seguendo il bilancio socio ambientale 2010 «è vero che le dispersioni totali ammontano a circa il 37% in tutto il territorio in cui Asa è gestore del servizio idrico integrato: però, dall'analisi dei principali acquedotti italiani, risulta che siamo in media nazionale. Si deve sottolineare che il valore stimato per le dispersioni è ottenuto confrontando il volume fatturato annualmente con quello prodotto. Ciò vuol dire che la dispersione è quantificata come quel volume d’acqua prodotto che non riesce a raggiungere l’utenza, inglobando in tal modo non solo le fughe d'acqua delle reti, ma anche altri fenomeni, come sfori, evasioni, consumi non contabilizzati, lavaggi di rete».
Così secondo l’azienda «scremando il dato del 37% sulla base di questa puntualizzazione, in realtà le sole fughe d’acqua ammontano quindi al 21% rispetto al volume prodotto. Inoltre, la situazione che abbiamo ereditato quando siamo subentrati in Val di Cornia e all'Isola d'Elba era di gran lunga peggiore di quella attuale: l'affermazione “da quando c’è Asa la situazione è persino peggiorata, perché non si è investito e non esiste un piano di rifacimento” è del tutto priva di fondamento».
A questo proposito Asa sostiene che ogni anno, tra manutenzione straordinaria, potenziamenti e ordinaria conduzione, esegue «sull’acquedotto della Val di Cornia interventi per un milione euro. Negli ultimi due anni – prosegue – per via dei progetti di risoluzione delle problematiche legate all’arsenico e al boro, sono state costruite nuove tubazioni per circa tre milioni di euro, e altrettanti sono previsti nel corso del 2012. Come si può dedurre dai dati suddetti, nonostante l’ingente investimento di 23 milioni di euro per il risanamento della qualità dell’acqua del territorio a causa della presenza del boro e dell’arsenico, le reti della Val di Cornia non sono state affatto trascurate».
Infine, per quanto riguarda l’autonomia dell’Elba «è tuttora in corso la realizzazione dell’invaso del Condotto (Portoferraio) e del dissalatore di Mola (Capoliveri). Invitiamo Legambiente a informarsi meglio, la prossima volta – conclude l’Asa – prima di commentare in maniera lapidaria e fornire dati obsoleti ed estrapolati erroneamente dal loro giusto contesto».
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