Sicurezza
Nessuna modifica alle tariffe senza l’ok della Regione
Se aumento delle tariffe ci sarà, dovrà necessariamente passare da un confronto tra la nuova Toremar e la Regione che - poco più di due mesi fa - hanno firmato il contratto
PORTOFERRAIO. Se aumento delle tariffe ci sarà, dovrà necessariamente passare da un confronto tra la nuova Toremar e la Regione che - poco più di due mesi fa - hanno firmato il contratto per garantire il servizio di continuità territoriale tra l’Elba e il continente. Toremar, a differenza delle altre compagnie, non ha mano libera sull’applicazione dei prezzi ed, essendosi aggiudicata il servizio pubblico messo a gara dalla Regione, non può modificare i listini in totale autonomia.
In pratica, si legge nel contratto, «la Regione si riserva il diritto di modificare il sistema tariffario in corso di contratto», su richiesta, ovviamente, della stessa Toremar. Ma le uniche modifiche al sistema tariffario previste in modalità pressoché automatica sono quelle legate all’adeguamento del tasso di inflazione. «Le tariffe – specifica il contratto – sono aggiornate ogni 12 mesi su richiesta di Toremar, nella misura massima, per ciascun titolo tariffario, della media delle valutazioni dell’indice dei prezzi al consumo».
Altri tipi di modifiche tariffarie possono essere richiesti, qualora venisse a mancare, per determinate cause, l’equilibrio economico del contratto. Ed è proprio questo il caso in questione, in seguito alle dichiarazioni preoccupate del presidente di Toremar, Angelo Roma, relative all’aumento del costo dei carburanti e all’entrata in vigore della nuova normativa Iva. Il contratto di servizio offre degli spiragli alla modifica delle tariffe se le «condizioni di mercato non dipendenti da Toremar, eccezionalmente sfavorevoli che determino un peggioramento delle condizioni gestionali e che determinano maggiori costi operativi e minori ricavi tariffari tali da comportare una variazione negativa del risultato operativo superiore al 10%», oppure nei casi in cui si verifichino «modifiche delle norme legislative e regolamentari che stabiliscano nuove condizioni per l’esercizio previsto nel contratto».
Toremar, in sintesi, potrebbe mettere davanti alla Regione una situazione diversa rispetto a quando è stato firmato il contratto, facendo presente l’insostenibilità economica del contratto e, di conseguenza, proponendo una nuova proposta di riequilibrio alla Regione, che poi sarebbe vincolata al parere del comitato di garanzia nominato dall’ente regionale. Se il caso di disequilibrio economico del contratto venisse confermato, le strade a disposizione della compagnia e della Regione sarebbero quattro: mettere mano alle tariffe, modificare il livello dei servizi, variare il prezzo annuo del servizio o sui contributi in conto capitale finalizzate agli investimenti.
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