Sicurezza
Le stalle napoleoniche abbandonate al degrado
Il Comune prevede una destinazione a struttura turistico-ricettiva privata ma è ancora impossibile prevedere tempi certi per il loro restauro
PIOMBINO
Lo scenario ormai da un paio anni è sempre lo stesso: una fila di transenne ne impedisce l’accesso. Il divieto è rafforzato poi da reti metalliche piazzate davanti agli archi. A terra ciuffi d’erba cresciuti a mazzetti, e qua e là fusti di piante che hanno attecchito nel tempo.
Le cosiddette stalle napoleoniche, appena fuori dal cancello di ingresso che porta al Castello, sono ancora lì, abbandonate al degrado, in attesa di un progetto di recupero che solo adesso sembra vedere la luce. Anche se da lontano, almeno per ora. Nell’estate del 2010 l’assessore ai lavori pubblici Lido Francini parlò di un’ipotesi di restauro per destinare la struttura a fini turistico ricettivi, da condividere necessariamente con un partner privato. L’idea trova oggi ragione d’essere nel regolamento urbanistico al quale sta lavorando la giunta.
«Presumibilmente le stalle napoleoniche, dopo un restauro, accoglieranno un complesso ricettivo – spiega l’assessore all’urbanistica Luciano Francardi – Per ora si tratta solo di un’enunciazione fatta all’interno dell’elaborazione in atto del regolamento urbanistico, trasmessa intanto ai consiglieri appartenenti alla quarta commissione».
Non sono solo le stalle a rientrare nel progetto di ripristino e riutilizzo in termini ricettivi. Anche la polveriera sarà indirizzata con finalità turistico-ricettive. Non è comunque la prima volta che si parla di restauro e nuova destinazione di stalle e polveriera.
All’interno del programma del piano del parco del Castello datato 1996, che comprendeva il recupero complessivo anche di polveriera, bastioni e corte pentagonale, le stalle rimasero fuori dai lavori realizzati tra il 1999 e il 2001. Nel 2002 si tornò a discutere una loro riqualificazione: per mezzo di una gara pubblica le stalle sarebbero dovute diventare un ristorante, mentre la polveriera una residenza d’epoca. Oggi siamo di fronte a un primo passo per l’effettivo recupero di entrambe le strutture; soprattutto in riferimento alle stalle è da auspicare un intervento che renda giustizia al loro valore. Ben poco napoleoniche, furono costruite presumibilmente nel periodo di transizione fra Castello e carcere (1870), assumendo il ruolo di scuderia della prigione sino al 1910. Nonostante l’assenza di coinvolgimenti con l’imperatore francese ne risulta accertato l’importanza storica.
Al momento è impossibile prevedere tempi e modi dell’eventuale futura destinazione. L’unica certezza per ora, oltre all’indispensabile partecipazione di un soggetto privato, sembra essere la scelta di non contemplare ampliamenti strutturali, come spiega lo stesso Francardi: «Saranno considerate le volumetrie già esistenti».
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