Il dolore
Ecco come difendersi dai molestatori
Mai accettare incontri con lo stalker, meglio registrare le telefonate e conservare messaggini ed email
PIOMBINO
Studi e rilievi statistici prodotti dal lavoro delle forze dell’ordine hanno permesso di individuare cinque tipologie di stalker, distinte in base ai bisogni e desideri che lo spingono a stabilire una relazione ossessiva nei confronti della vittima. Eccole di seguito, così come vengono illustrate dalla polizia di Stato.
Il risentito. E’ un ex-partner che desidera vendicarsi per la rottura della relazione sentimentale causata, a suo avviso, da motivi ingiusti. Il problema più grave di questo tipo di stalker è che tende a giustificare i propri atti come reazione legittima al torto subìto.
Il bisognoso d'affetto. In questo caso si tratta di una persona motivata dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l'amicizia o l'amore.
Per questo agisce soprattutto nell'ambito di rapporti professionali particolarmente stretti come ad esempio quello tra il paziente e lo psicoterapeuta.
In questi casi i molestatori fraintendono l'empatia e l'offerta di aiuto come segno di un interesse sentimentale. Il corteggiatore incompetente. Questo tipo particolare di stalker desidera corteggiare una persona, ma non sapendolo fare, finisce per adottare comportamenti opprimenti, in genere di breve durata. Tende a cambiare spesso la propria vittima.
Il respinto. E’ una persona che agisce in seguito a un rifiuto. Se da una parte desidera ristabilire la relazione, dall'altra vuole vendicarsi per l'abbandono subito. Ed è portato a perseguire i suoi scopi in maniera duratura.
Il predatore. Si tratta di un soggetto che desidera avere rapporti sessuali con una vittima che pedina, insegue e spaventa. La paura, infatti, eccita questo tipo di molestatore che prova un senso di potere nel pianificare la caccia a quella che considera una “preda”.
In alcuni casi lo stalker soffre di disturbi psicopatologici di tipo sessuale, quindi può essere un feticista o un pedofilo. La vittima dunque può essere anche un bambino.
L’individuazione di queste tipologie di molestatori ha portato studiosi del fenomeno e forze dell’ordine alla selezione di una serie di comportamenti antistalking.
Per poter adottare delle strategie di difesa il primo passo viene dunque considerato quello di riconoscere il problema, così da adottare tempestivamente le contromisure.
E’ quindi necessario mettere al corrente colleghi di lavoro, amici e familiari della situazione di pericolo, mostrare indifferenza, distacco e disinteresse verso ogni iniziativa del persecutore.
Anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa a una lettera sono segnali di attenzione che rafforzano lo stalking.
Questi dunque i consigli: rifiutare in modo categorico di incontrare lo stalker, anche soltanto per un chiarimento, senza mostrare tentennamenti.
Raccogliere il numero più possibile di dati, prove e testimonianze riguardo ai fastidi subiti.
Se possibile, registrare le telefonate, conservare messaggi, lettere, email. Tenere un diario per poter annotare indicazioni precise.
Non cambiare numero di telefono, ma attivare una seconda linea telefonica. Ma la cosa migliore da fare viene considerata sempre quella di rivolgersi alle forze dell’ordine e ai Centri antiviolenza. (s.i.)
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