Sicurezza
Trasferito a Venturina il centro per i disabili
Dopo oltre trent’anni di attività il Carsal in via Gori ha chiuso i battenti Il Comune lo trasformerà in alloggi provvisori da assegnare agli sfrattati
PIOMBINO
Il Carsal non c’è più. La quindicina di ragazzi con disabilità gravi che frequentavano il centro diurno di via Gori, con l’anno nuovo sono stati trasferiti in strutture analoghe a Venturina e San Vincenzo. Ancora servizio pubblico, sostenuto con la compartecipazione delle rette delle famiglie. Ancora gestione affidata ad una cooperativa. Insomma, stesso impianto complessivo. Qualche disagio in più per i trasferimenti quotidiani. E un po’ di tempo in meno fuori casa per gli ospiti.
La decisione è stata assunta per motivi economici e comunicata ai parenti a metà dicembre. «Tutto è avvenuto in maniera repentina, in pochi giorni. Senza dare ai ragazzi il tempo di prepararsi psicologicamente al cambiamento con la gradualità necessaria. Neanche fossero pacchi. E senza dare a noi la possibilità di proporre un’alternativa che permettesse di lasciare aperto il centro», affermano alcuni genitori. Che nulla hanno da obiettare sulla professionalità degli operatori e sulla qualità assistenziale erogata.
Si dicono amareggiati del fatto che la città sia stata privata - «silenziosamente» - di una struttura sociale significativa. Di un pezzetto di storia (era attiva da oltre trent’anni) iniziata con una spinta fortemente innovativa nel campo della socializzazione delle persone con disabilità molto serie. Laboratori interni, uscite in città e interazione con associazioni del volontariato che si occupano di questo settore.
«Ancora una volta – affermano i familiari – il taglio delle risorse penalizza i soggetti più deboli».
A fare la differenza tra lasciare aperto o chiudere il Carsal, ci sono 55 mila euro. A questo ammonta il risparmio nel bilancio sociale, integrato tra Comuni e Regione, gestito da Asl. L’assessore Anna Tempestini, presidente della Società della salute, sottolinea: «Proprio perchè parliamo di un servizio storico, abbiamo esaminato la situazione da ogni punto di vista. Alla fine abbiamo dovuto fare una scelta che non aveva alternative dal momento in cui vogliamo mantenere i servizi».
Da qui la decisione di spostare gran parte dei ragazzi a Venturina dove era pronto un centro diurno per anziani che non poteva decollare per mancanza di risorse.
Sul futuro del Carsal, almeno in via transitoria, c’è la trasformazione in pronto soccorso abitativo per quattro o cinque famiglie senza casa per le quali non sarà una soluzione stabile. «Dobbiamo in qualche modo tamponare un’emergenza resa sempre più grave dalla crisi», conclude l’assessore.
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